Dominatore del centrocampo, trascinatore del sogno scudetto. È questa la nuova dimensione di Manu Koné, (…) e benzina di un entusiasmo sempre più crescente attorno al gruppo. Gasperini lo sta trasformando: da mediano a incursore, da uomo di rottura a giocatore capace di entrare dentro l’area, attaccare gli spazi e decidere le partite. Manu non smette mai di crescere e con lui anche la sua valutazione. Perché oggi Koné può guardare negli occhi i centrocampisti più forti d’Europa. E il prezzo, anche dopo la doppietta all’Inter, può ambire alla tripla cifra.
Sabato sera è stato semplicemente straripante. Due gol e una prestazione totale contro Barella e Zielinski: corsa, fisicità, personalità, recuperi e inserimenti. L’Olimpico lo ha visto dominare il centrocampo e poi arrivare due volte dove un mediano, normalmente, non dovrebbe essere. Prima il gol, poi un altro. Due fendenti che hanno fatto esplodere lo stadio e trasformato Koné nell’uomo copertina del pomeriggio capitolino. (…) .
Era proprio questo il dettaglio che gli mancava. Perché la critica che lo accompagnava da tempo era sempre la stessa: poco incisivo sotto porta. Un centrocampista capace di fare tutto, ma non ancora abbastanza decisivo negli ultimi metri. Contro l’Inter ha spazzato via il dubbio con due gol. Quattro nelle prime 67 gare di Serie A, ma adesso la sensazione è che il rapporto con la porta possa cambiare radicalmente.
Merito della crescita del giocatore, certo, ma anche della trasformazione voluta da Gasperini. Cristante basso, Koné alto: Bryan si abbassa sulla linea dei difensori e prende in consegna l’uomo più avanzato dell’Inter, mentre Manu può restare più vicino all’area avversaria. È lì che il francese trova la sua nuova dimensione: più rapidità, più pulizia, (…). Non perde la sua natura di combattente, ma aggiunge una qualità che può renderlo molto più decisivo.
E allora torna anche il mercato, perché Koné era già finito nel mirino dei grandi club europei. Simeone a luglio aveva fatto di tutto per portarlo all’Atletico, mentre il Chelsea a fine agosto aveva pensato a un’offerta da 60 milioni senza però presentarla ufficialmente. La Roma ha resistito, ha tenuto il francese e adesso si gode la crescita di un giocatore che ogni settimana aumenta il proprio peso tecnico e, (…) , anche il proprio valore.
Sessanta milioni oggi sembrano un punto di partenza, non più un punto d’arrivo. Se Mateus Fernandes è passato al Tottenham per 99 milioni, Tonali per 108 e Elliot Anderson al Manchester City per 135, perché Koné dovrebbe restare sotto quota 100? È una valutazione che dovrà essere confermata dal mercato, naturalmente, ma il campo sta già alzando l’asticella. Cinque partite stagionali da grande protagonista, una doppietta all’Inter (…) .
C’è chi due stagioni fa lo vedeva sotto il Duomo, proprio con la maglia dell’Inter che lo aveva messo nel mirino anche prima del suo sbarco nella Capitale, (…) , chi prima davanti al Palazzo Reale di Madrid. Ma invece Manu è rimasto nel suo Colosseo che è l’Olimpico e a goderselo è soprattutto Gasp, che lo ha trasformato senza snaturarlo. E a sorridere c’è anche Zidane, che lo ha confermato nelle sue prime convocazioni da ct della Francia.
A Roma, invece, Koné è diventato qualcosa di più di un centrocampista: è energia, equilibrio, strappo, inserimento. (…) . Il sogno scudetto passa anche da lui. E adesso che il mediano, sempre più felice visto che la fidanzata si è trasferita nella Capitale, si è scoperto incursore, che il combattente ha imparato a colpire, che il gladiatore ha cominciato a segnare, la Roma può guardare ancora più lontano. Perché Manu Koné non è soltanto cresciuto: ha cambiato dimensione.
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











