Alla fine, anche Manu Koné tira in porta. E fa gol. Quello che i tifosi auspicavano da tempo, soprattutto in una squadra che fa fatica a segnare, sta finalmente accadendo: (…). Il giusto premio per una prestazione fatta (come al solito) di grande quantità, ma anche di qualità. Ci aveva già provato, Manu, pochi minuti prima: la sua conclusione però era stata centrale, facile preda dei guantoni di Muric. Ma al 76’, quando è andato a riempire l’area del Sassuolo, ha sfruttato il cross preciso di Soulé e di testa ha schiacciato in porta l’1-0 romanista.
Un gol che arriva a soli 12 giorni di distanza dal primo in campionato, quello del 2-0 contro il Genoa sempre all’Olimpico, nell’ultima gara del 2025. Allora avrebbe anche realizzato una doppietta, se l’arbitro non avesse ravvisato un fallo sul portiere dei liguri. E anche contro il Sassuolo il secondo gol è stato a un passo, quando al 92’ – da ottima posizione – Koné ha calciato fuori di un soffio quello che era a tutti gli effetti un rigore in movimento.
«Avrei potuto segnare ancora – ha ammesso candidamente il francese nel post-gara – ma sono contento di aver sbloccato l’incontro». E quando gli viene chiesto da dove derivi questo inedito feeling con il gol, Manu non ha dubbi: «Con il gioco di Gasperini, anche noi centrocampisti riusciamo a segnare». E ce n’è decisamente bisogno, soprattutto in questo momento di grande emergenza offensiva. Gol a parte, il numero 17 ha dimostrato nelle ultime uscite di avvicinarsi alla porta con maggiore continuità rispetto al passato: soprattutto quando la Roma cerca il forcing, Koné tende a piazzarsi a ridosso dell’area di rigore avversaria,(…).
Una novità che di certo farà piacere a Gasperini, perché frutto del suo lavoro, e ai tifosi: sabato sera Manu ha effettuato in tutto 4 tiri, tanti quanti Pisilli, Soulé e Dybala; un dato che testimonia il cambio di marcia del francese in fase offensiva. Se a questo e al gol aggiungiamo i 3 falli subiti, i 58 passaggi riusciti (con il 98% di precisione) e i 3 recuperi, abbiamo l’identikit del centrocampista veramente “totale” che tutti quanti speravano diventasse. (…)
FONTE: Il Romanista – L. Latini











