Gli era successo nel 2022 sempre in questo stadio. Mourinho allenava la Roma e in 7 minuti la Juventus ribaltò il risultato da 3-1 a 3-4. Ieri era dall’altra parte. Una partita ricca di emozioni a partire dall’accoglienza dell’Olimpico che non lo ha dimenticato e gli ha reso omaggio nel miglior modo possibile. Ma José era stato chiaro martedì in conferenza stampa: «Nei novanta minuti metterò da parte tutto». Il finale, però, è stato troppo crudele. Ha esultato senza esagerare il portoghese, ma non ha risparmiato qualche frecciatina: «Sul 3-1 per molti la partita era morta, ma morti erano i giocatori della Roma. È molto difficile giocare con questa intensità e con questo stile di gioco. Il Real ne ha approfittato. Sul 3-1 abbiamo fatto dei cambi, prendere il quarto o il quinto non avrebbe cambiato tanto. Poi loro non sono stati capaci, fisicamente e tatticamente, di accompagnare il nostro calcio offensivo».
Il solito Mou. Nulla di nuovo. Arrivano, però, anche i complimenti a Gasperini: «Nel primo tempo ci hanno sorpreso con il posizionamento di Soulé, spesso c’era un due contro uno con Cucurella e Wesley che è un giocatore fortissimo. Ci hanno creato tantissimi problemi, ma all’intervallo ho cambiato tutto. Giocare a quell’intensità per 90’ contro il Real Madrid è dura, quando Endrick prende il povero Hermoso era in difficoltà. Nel primo tempo loro hanno ucciso noi, negli ultimi 20’ noi abbiamo ucciso loro. Abbiamo già sei punti ottenuti contro le due squadre più forti d’Italia».
Il gol vittoria per il Real lo ha realizzato l’ex Rudiger che per rispetto nei confronti dei suoi vecchi tifosi non ha esultato. Il 3-3, invece lo ha segnato Endrick. Il brasiliano è il sogno di mercato della Roma, ma Mou ha ribadito nuovamente che non si muoverà da Madrid: «L’altro giorno quando mi hanno chiesto se la Roma potesse prenderlo in prestito ho detto che era impossibile. So quello che può dare». Difficile, quindi, vederlo nella Capitale. Infine, Mourinho ha ringraziato i tifosi per la splendida accoglienza: «Sono senza parole». Poi ha aggiunto, prima di rimanere a parlare con Mancini e Pellegrini vicino al pullman del Real: «Mi sono preparato bene, per essere un po’ freddo. Ringrazierò per sempre questa gente, sono cose che non si dimenticano mai. Ho giocato in uno stadio che amo contro la gente che amo». Un altro messaggio d’amore dello Special One che però ha inflitto alla sua ex squadra una delle peggiori sconfitte degli ultimi anni.
FONTE: Il Messaggero











