Gol di Gatti, vince il Genoa. Non è un refuso, neppure uno scambio di persona. La Roma che perde a Marassi è figlia legittima del fantasma del difensore della Juventus, che non ha smesso di abbandonare le teste giallorosse dal minuto 93 di otto giorni fa. La corsa Champions, da discesa, adesso diventa una salita per scalatori veri: Gasperini subisce l’aggancio del Como, prossimo avversario, e vede Spalletti negli specchietti retrovisori a meno uno, quando aveva pensato di seminario a sette punti di distacco con lo scontro diretto.
A disegnare la disfatta ci ha pensato un Genoa perfetto, per intensità, spirito, carattere e anche qualità messa in campo da De Rossi quando nel secondo tempo la spinta rossoblù pareva esaurita. Altro che storie: dentro Colombo, Vitinha e Malinovskyi, gente che non merita la lotta salvezza. Il tutto a 10′ dalla fine, in zona fantasmi appunto: Napoli, Juventus e ora Genoa, la Roma ha lasciato per strada cinque punti che rischiano di essere decisivi in negativo per il quarto posto. E pensare che la squadra di Gasperini era pure riuscita a rialzarsi, dopo aver incassato l’1-0 su rigore di Messias, a seguito di un’ingenuità clamorosa di Pellegrini.
Il pareggio di Ndicka era un’illusione. Il Genoa ha “sentito” di più la partita. L’ha giocata battendo Gasp sul suo terreno preferito, vincendo i duelli praticamente in tutte le zone del campo. De Rossi gli ha complicato la vita rinunciando inizialmente a Colombo e Vitinha e puntando sulla velocità di Ekhator ed Ekuban. Dall’altra parte Gasperini ha giocato, sbagliando, la carta Venturino salvo poi tornare sui suoi passi inserendo Cristante. Ma, al netto delle scelte e delle assenze, la Roma non ha retto l’urto agonistico della partita: “Però non usciamo ridimensionati, abbiamo creato di più noi e non siamo stati fortunati”, ha commentato Gasperini. Il riferimento a un rigore non concesso per un fallo di mano di Malinovskyi su tiro di Koné: “L’immagine è chiara. Se chi è al Var non ha certezza, faccia un altro mestiere”, ancora il tecnico.
FONTE: Il Corriere della Sera











