Non sarà come lo scorso anno, questo si legge tra le stelle. La Fiorentina è un’altra cosa, non sembra il gattino miagolante dello scorso anno; la Roma ha il petto in fuori, dall’alto del suo terzo posto raggiunto all’ultima giornata di campionato e si gioca comunque la prima da favorita, in casa, in uno stadio pieno, come sempre. Dal quasi scivolone verso la B all’ambizione verso l’ignoto: ad oggi non sappiamo quale sia davvero il valore della nuova Fiorentina. Il risultato è che la Roma si presenterà all’appuntamento di lunedì con la maggior parte dei titolari del vecchio ordinamento, la Viola con più o meno sette uomini su dieci (di movimento) diversi dalla passata stagione.
Puntare sui vecchi non è un male, del resto i vari Dybala, Malen, Mancini, Pellegrini (che rivedremo a settembre) etc sono riusciti a dare al tecnico ottime soddisfazioni. E questo all’inizio può essere un vantaggio contro una formazione totalmente rinnovata che, è vero, ha potuto lavorare con la maggior parte dei nuovi dall’inizio della preparazione (cosa che non è capitata a Gasp), ma per dare un senso definitivo alla squadra ci vuole sempre un po’ di tempo. La Roma ha ancora oggi l’incognita Wesley che ancora non è rientrato totalmente in gruppo, a differenza di Pisilli. E proprio a sinistra, Gasp ha un buco, perché manca il vice naturale del brasiliano. L’alternativa è Rensch, che lo scorso anno abbiamo visto più volte a sinistra. Ma ad oggi possiamo scommettere sulla presenza di Wesley là a sinistra.
FONTE: Il Messaggero











