I sogni si alimentano, si coltivano e si realizzano. Si festeggiano. Gasperini abbraccia tutta la panchina, tutta la squadra aspetta in piedi il fischio finale per la corsa in campo mentre volano bottigliette di acqua. Salti, abbracci sotto lo spicchio ospiti, in cerchio. Il cerchio magico. Sette anni di attesa sono tanti, la Champions era stata chiesta dalla società, aspettata, sfiorata, alla fine è arrivata. Con una rimonta da sogno, chiusa vincendo una partita complicata contro il Verona. Serviva lui, l’uomo che ha cambiato la squadra di Gasperini, Donyell Malen, il centravanti olandese che con 14 reti in campionato (…).
C’è bisogno di un gol? Ci pensa lui. Il rigore è stato parato da Montipò? Nessun problema. Dategli un altro pallone giusto e farà centro. E così, dopo un tempo intero di una Roma in modalità vado al minimo, stanca, compassata, con poche idee, travolta dalla paura che fermava le gambe e bloccava le idee, è arrivato puntuale il gol di Malen al 56’ che vale un pezzo di futuro. Non è stato facile neanche per lui. Al destino serviva una mano. C’è stata di Bowie. Quel tocco in area che ha cambiato tutto. Rigore. Respinta. Gol. L’attimo che ha cambiato tutto. Il Verona era in 10 dal 5’ della ripresa per l’espulsione di Valentini, per doppia ammonizione: è stato costretto a stendere più volte Dybala, immarcabile quando gioca nella sua zona preferita, il centro-destra.
Mentre i minuti passavano, la tensione saliva e la Champions sembrava l’isola (felice) che non c’è, quel tocco di mani in area ha fermato il gioco. Tanti minuti di revisione al Var e la decisione: rigore. Non c’è gioia senza attesa. Malen prima se lo fa parare, poi servito da Dybala, il più lesto a correre sulla respinta, mette a segno. Il gol di El Shaarawy al 93’ è solo per il tabellino, è il passo d’addio di un giocatore che si congeda lasciando il segno. E prendendosi il meritato applauso della sua gente. La Roma ha avuto la bravura e la fortuna di non sprecare l’occasione e di poter scegliere il proprio destino all’ultima giornata vincendo 6 delle ultime 7 partite. Recuperando punti quando sembrava tutto finito. Di crederci sempre. Di non farsi travolgere dalle proprie fragilità, Solo a Pasqua, (…) sembrava fuori da tutto.
Poi si è rialzata, ha infilato una serie di vittorie e ha centrato il sogno Champions. Ma anche puoi decidere il futuro, ti servono gli uomini giusti. La Roma ne ha tre. Dipende da Dybala, se si accende. Dipende da Malen, se segna. Dipende da Svilar, se para. A Verona hanno risposto presente tutti e tre. Con il portiere ancora una volta insuperabile, anche nelle rare occasioni della squadra di Sammarco. Dybala con due assist e l’espulsione procurata. E lui, Malen, che si conferma l’uomo del destino, quello che i sogni non solo li alimenta. (…).
FONTE: La Repubblica – S. Scotti








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