Dal 24 maggio al 24 agosto, oggi, sono passati esattamente 92 giorni, il numero che aveva sulle spalle El Sharaawy. Quella a Verona è l’ultima immagine della Roma, abbracciata in una piramide umana sulle spalle del suo Faraone, protesa verso il settore. Novantaduegiorni dopo, a parte il 92 che non c’è più, c’è chi ha conservato quella bella sensazione del Bentegodi di una squadra arrivata terza, guidata da un grandissimo allenatore e che dopo 7 anni è tornata in Champions, e chi invece ha convertito quell’entusiasmo in delusione. Vero che c’era un friccicorio quella notte di Verona, e nei giorni immediatamente successivi, vero pure che probabilmente i sogni per un mercato di coppe e di campioni sono rimasti tali (maledetto calcio moderno che vi imbonisce e rincoglionisce con un piazzamento). Però oggi è Capodanno.
Oggi è il lunedì dell’anno, il primo giorno della stagione, la nostra ripetizione inaugurale che aspettiamo da quando comincia l’inutile e noiosa estate senza pallone. Il friccicorio ce l’hai a prescindere se sei romanista, e quando gioca la Roma, e quando lo rifa (ri-scende in campo l’Associazione Sportiva ecc) credo che sia persino naturale. E poi la campagna acquisti non è stata male. La squadra che è arrivata terza è rimasta quella, in più ci stanno quattro giocatori che possono essere, o saranno, titolari. Molina un campione del Mondo, Rodrigo Mora un ragazzino che sa di enfant prodige, Castro che per me è l’acquisto più fico di tutti, e il greco che c’ha il profilo che sembra giusto: greco. Poi sono rimasti Dybala e Pellegrini e dite quello che volete ma per farlo hanno rinunciato a dei soldi. Conta questo, per il gruppo e per l’allenatore. E poi, poi la cosa più importante: lo stadio è sempre quello: gonfio. Pieno. Romanista.
PER TERMINARE DI LEGGERE L’ARTICOLO CLICCARE QUI
FONTE: Il Romanista – T. Cagnucci




ROMA-FIORENTINA 1-0 (TABELLINO)






