Il collega di Manchester, all’intervallo di questa incredibile partita, stava dettando la sua analisi in diretta ai suoi ascoltatori: «La nostra squadra non esiste più, c’è solo un branco di calciatori di nome, ma in realtà indegni di indossare questa maglia. La Roma si sta divertendo con noi e stiamo facendo l’ennesima intollerabile figura. Non si può andare avanti così». Cinquanta minuti dopo stava festeggiando incredulo anche lui, incredulo come Gasperini, come tutti noi, come i 3000 tifosi che adesso stanno addirittura subendo una carica dalle forze dell’ordine, mentre la squadra si ritira dal campo con l’onta di una sconfitta che non è razionalmente spiegabile, non dopo quel primo tempo, e fa quasi più male del 7-1 e del 6-2. (…). Con Malen che al 19’ ormai solo si è perso il pallone del 3-0, con Soulé che ha passato pigramente a Mora il pallone da mettere solo in porta al 39’, con Lammens che è volato al 45’ a deviare l’ennesimo tiro di Malen, con il sinistro di Soulé al 47’ a sfiorare il palo con un sinistro a giro dei suoi.
Un dominio incontrastato, una Roma finalmente all’altezza di uno scontro così in questo stadio maledetto. All’intervallo stavamo in paradiso, a ripensare alla genialità di Gasperini e alle sue scelte: Mora dall’inizio e non Pisilli, e Rensch e non Lulli o Molina in fascia, Balerdi e non Ndicka, come se avesse capito tutto prima: perché Mora ti teneva alta la palla laggiù dove il Manchester aveva più difficoltà a palleggiare perché giocano ormai con la paura e senza uno spartito, e Wesley nell’inevitabile 442 con cui ti contrapponi al 4231 si poteva abbassare a fare il terzino sinistro su Diallo (…), e poi Rensch si prendeva Dalot e lo invitava ad attaccare (…), così alle sue spalle Soulé in fase di possesso si apriva e trovava le praterie, e Balerdi si mangiava Mbeumo mentre Mancini digeriva Cunha ed Hermoso si dedicava a quello che sembrava solo il fantasma di Bruno Fernandes. E che dire di de Roon e Cristante, una coppia di fatto inossidabile che palleggiava contro Baleba e Mainoo. Le aveva azzeccate tutte, Gasperini. La Roma volava, il cronista inglese insultava tutti, il 7-1 dimenticato. (…).
Forse l’arbitro, apparso purtroppo inadeguato al tipo di partita che si è delineata a un certo punto. Perchè non se l’è sentita di rimanere fedele al regolamento appena ha avuto l’occasione di regalare qualcosa ai mancuniani depressi, e nello specifico il rigore che ha riacceso tutto, perché poi non ha saputo più gestire la pressione dell’Old Trafford, perché ha permesso ai nuovamente indiavolati padroni di casa di non guardare troppo per il sottile e ai romanisti in difficoltà non ha garantito più nulla. Un disastro insomma, inferiore solo al disastro combinato dalla squadra giallorossa, all’improvviso intimidita dalla sua stessa enorme dimensione ormai acquisita. Se siamo convinti che l’arbitro ha avuto un ruolo, non pensiamo che invece qualche responsabilità ce l’abbia Gasperini che stavolta non ha azzeccato i cambi. (…).
Ma la giornata di lavoro non era finita, e quei passaggetti all’indietro che hanno cominciato ad inquinare quella manovra così ariosa e propositiva del primo tempo hanno piano piano rovinato tutto. Basti dire che già al 1’ della ripresa, de Roon si è perso Baleba che senza più l’assillo del guardiano si è infilato nella difesa giallorossa ed è arrivato sul fondo indisturbato e quando stava per servire Mbeumo che lo aspettava placido sul secondo palo si è fermato per uno strappo muscolare che gli ha impedito di fare l’ultimo passaggio. E quello che poteva essere un campanello d’allarme da cogliere e probabilmente l’ennesimo segnale della stagione negativa per i Red Devils è stato invece inascoltato. (…).
Una sequenza di quattro corner in quattro minuti ha riproposto la crisi di panico già vissuta con il Real Madrid, stavolta senza subire reti, ma con Maguire a prenderla ripetutamente in maniera pericolosa, non tenuto né da de Roon né da Balerdi. Poi gli altri cambi decisivi: dentro per loro Lisandro Martinez e Lacey, per noi Ndicka e Ghilardi, per rinforzare la difesa. (…). E per gestire il vantaggio, Carrick ha fatto entrare pure Mount e De Ligt. Pensa te.
FONTE: Il Romanista – D. Lo Monaco











