Ci spera, anzi ci conta. Anche perché contro il Cagliari, con un calendario così fitto, Pellegrini out e Dybala che al massimo siederà in panchina, non essere in campo avrebbe il sapore se non della bocciatura almeno della sospensione del giudizio. Che poi è un po’ quello che accompagna Mora dal suo arrivo nella Capitale. Non si riesce ad avere una serenità quando si parla di questo ragazzo: chi lo difende, ne esalta anche un passaggio a tre metri dipingendolo come un predestinato quando in realtà deve dimostrare tutto.
C’è però l’altra faccia della medaglia: arrivato con l’etichetta di mister 50 milioni quando in realtà oggi è costato la metà, non gli viene perdonato nulla. L’impressone è che Rodrigo subisca il peso di questa situazione. Mora al di là dei voli pindarici è un trequartista puro. Poi può svariare su tutto il fronte offensivo ma è un trequartista, l’uomo dell’ultimo passaggio e ha bisogno di toccare più palloni.
Forse l’equivoco è proprio qui, a monte. Perché quando arrivò in estate, malinteso alimentato anche dalle prime due partite con Fiorentina e Lecce, si pensava che dovesse giocarsi il posto con Soulé a sinistra e invece per Gasp Mora è il vide Dybala.
FONTE: Il Messaggero











