Nell’enorme lavoro fatto da Gasperini dal giorno del suo arrivo nella Capitale, tra i tanti meriti c’è sicuramente quello di aver eliminato tanti difetti che la Roma si portava dietro da diversi anni. La difficoltà nella manovra offensiva, la capacità di andare in gol con continuità e con elementi diversi, ma soprattutto l’incostanza di rendimento in campionato che spesso è costata la qualificazione in Champions League. Tutti difetti scomparsi nel giro di poco, con i giallorossi che infatti nello scorso campionato hanno raggiunto il terzo posto in classifica e che quest’anno sono partiti nuovamente molto bene.
In tutto questo però, c’è ancora un piccolo – (…) – difetto nel quale i giallorossi continuano a cadere da diverse stagioni e che anche con Gasp sembra in qualche modo persistere. In molte gare, la Roma sembra avere dei veri e propri black out di 10 minuti o meno, nei quali è capace di subire anche diverse reti compromettendo le partite. Il paradosso è che questi black out, e conseguentemente queste sconfitte, arrivano anche in gare dove la Roma fino a quel momento stava tritando o dominando gli avversari. (…). Negli ultimi 15 minuti però, senza che la gara avesse dato alcuna avvisaglia, gli uomini di Gasp presero due reti di cui una all’ultimo secondo, buttando all’aria così quanto di buono costruito.
Non è stato l’unico black out della passata stagione: a ottobre del 2025 la Roma perse col Viktoria Plzen in Europa League per 2-1 subendo due reti nel giro di due minuti; a San Siro contro l’Inter, nella sconfitta per 5-2, i nerazzurri arrivarono al gol 4 volte in 18 minuti mentre col Bologna, nel ritorno degli ottavi di finale di Europa League, i gol subiti furono 2 in 12 minuti. Questo problema non è arrivato insieme a Gasperini, perché la Roma infatti se lo portava dietro già dalle annate precedenti. (…). Un difetto persistente che i giallorossi si stanno portando dietro e che rischia di condizionare partite giocate ottimamente dalla squadra.
Si tratta di un ultimo ostacolo da superare per Gasperini, che dopo aver plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza, adesso dovrà fare i conti con un’ultima sfida.
FONTE: Il Romanista – D. Fidanza











