C’è un ritmo da Pallone d’oro. Anzi, di più, visto che Donyell Malen in questo 2026 ha segnato anche più di Harry Kane, che quel trofeo se l’è appena portato a casa nella notte stellata di Londra del 26 ottobre scorso. Ma soprattutto con un ritmo da Gian Piero Gasperini, che di attaccanti che fanno gol se n’è sempre inteso, mettendo le ali a tanti centravanti del suo passato. Che con lui, appunto, hanno trovato spesso e volentieri dei picchi di rendimento che non sono poi stati capaci di replicare poi altrove. Ed è quello che sta succedendo anche al centravanti olandese, che prima di incontrare il tecnico di Grugliasco non aveva mai segnato così tanto in carriera. A conti fatti, Gasp e Malen si sono incontrati nel momento giusto: all’allenatore giallorosso cercava uno stoccatore di livello, Donyell un uomo che gli desse davvero fiducia e lo valorizzasse. Ne sta venendo fuori una bella favola, considerando anche che il rendimento che ha con la Roma non ce l’ha quando va in nazionale, con la sua Olanda, dove l’ultimo gol l’ha segnato ad esempio un anno fa, il 17 novembre 2025, in un Olanda-Lituania 4-0.
Del resto, da questo punto di vista la storia parla chiaramente a favore di Gasperini: tutti i centravanti finiti nelle sue mani sono poi esplosi, facendo assai meglio rispetto a quanto fatto l’anno prima. Ripercorrendo la sua storia con l’Atalanta, ad esempio, tutte le prime punte finite nelle sue mani hanno fatto subito bene: Zapata nel 2018/19 segnò in tutto 28 reti, Muriel l’anno dopo ne fece 19, Hojlund nel 2022/23 si è fermato a 10. Scamacca nel 23/24 è salito fino a 19, dopo le 8 del West Ham, e Retegui ne ha piazzate 28, dopo le 9 del Genoa. Quindi Gilardino nel 13/14: 16 centri contro i 13 a Bologna; e Pavoletti: 15 gol nel 15/16 rispetto ai 7 dell’anno prima tra Genoa e Sassuolo. Infine il Crotone, quando Jeda è passato da 9 a 15.
E infatti anche Malen prima di incontrare Gasperini viaggiava a ritmi molto più bassi di quelli attuali. Da quando è in giallorosso l’olandese ha infatti segnato 22 reti in 28 partite, alla media di 0,78 a gara. Un rendimento mai avuto prima in carriera. Con l’Aston Villa, tanto per intenderci, ha segnato 10 gol in 46 partite, mentre con il Borussia Dortmund 39 in 132 partite e con il PSV Eindhoven 55 in 116. Tutte cifre assai inferiori rispetto a quelle attuali, in funzione poi anche del fatto che Malen avrebbe potuto segnare anche di più, considerando qualche errore e pali sparsi.
E allora resta anche nella mente quel dato. E cioè, il fatto che in questo 2026 Malen abbia segnato più di tutti in Europa, mettendosi alle spalle gente abituata ad avere una confidenza totale con il gol, a dare del tu alla porta avversaria. Già, perché Donyell finora non si è messo alle sue spalle solo il bomber inglese del Bayern Monaco, ma anche altre stelle internazionali del calibro di Raphinha, Lamine Yamal, Kylian Mbappé ed Erling Haaland. A conti fatti tutta la crema del calcio europeo, tutti i migliori marcatori dei 5 principali campionati continentali. Un percorso quasi da alieno quello del centravanti romanista. E pazienza se poi Kane viaggia a una media gol superiore, 0,95 contro 0,78, visto che i 21 gol dell’inglese sono arrivati in 22 partite. Il sorpasso di Malen è arrivato nelle ultime due giornate, quando l’olandese ha segnato a Cagliari e Udinese, mentre Kane è rimasto a secco prima contro il Friburgo e poi col Borussia Dortmund. Ma una cosa è certa, sotto l’occhio vigile di Gasperini l’olandese può fare ancora meglio. Frantumando altri record…
FONTE: La Gazzetta dello Sport











