E all’improvviso la Roma si riscoprì più giovane, sfrontata, col piglio dei ventenni. Perché nel silenzio che precede il boato dell’Olimpico, Gian Piero Gasperini si prepara a cambiare volto alla squadra con gli “angeli dalla faccia sporca” di cui dispone. Non c’è nemmeno tempo per soffermarsi troppo sugli infortuni – di peso indubbiamente – di Koné e Dybala, dal momento che il fitto calendario non lo consente e la lotta al vertice non aspetta. E allora il tecnico scatenerà in campo il talento di sei ragazzi terribili pronti a prendersi il futuro. En attacco, toccherà a Santiago Castro (22 anni) sostituire il centravanti top Malen, a Matias Soulé (23) ricoprire il ruolo della Joya e fare la differenza e a Rodrigo Mora (19) occupare la trequarti sinistra, mentre in mezzo sarà Niccolò Pisilli (22) a ricoprire la zona di Koné, a destra Emanuele Lulli (19) dovrà arare la fascia e in difesa spetterà probabilmente a Daniele Ghilardi (23) il compito di rimpiazzare l’acciaccato Mancini.
Ed è proprio da Castro, il ragazzo di Buenos Aires, che la storia di questo Roma-Genoa può cominciare. Il 22enne argentino col sacro furore addosso è salito pure sul primo treno per raggiungere subito da Bologna il nuovo tecnico la scorsa estate. E oggi vuole mostrare all’Olimpico intero i suoi colpi. È una grande occasione, come quella che ha di fronte a sé Mora, un esteta del pallone che, dopo aver servito l’assist per il gol di Malen contro il Real, desidera prendersi la scena in una gara in cui può recitare anche da leader. Accanto a lui, Mati è pronto a dipingere la tela bianca lasciata da Dybala.
FONTE: La Gazzetta dello Sport










