Avanti con le sue idee. Senza preoccuparsi di critiche, chiacchiericcio e te l’avevo detti sti del giorno dopo. E con la consapevolezza di avere a disposizione una squadra forte che segue gli insegnamenti quotidiani impartiti a Trigoria. Gasperini si avvicina alla partita di campionato contro il Genoa con una conferenza in cui si parla tanto della prestazione con il Real Madrid e in cui continua la serie di stoccate a distanza con Mourinho. Il tecnico giallorosso non fa retromarcia dopo le parole pronunciate a caldo dopo il ko in Champions League e difende il suo gruppo, convinto che giocando così arriveranno traguardi e soddisfazioni importanti: «Questa è una squadra che ha qualità e lo sta facendo vedere da mesi, perché i risultati ottenuti non sono casuali. Con Inter, Como e Real Madrid abbiamo dimostrato il nostro valore, ne usciamo rafforzati nell’idea che, se non succedono cose particolari, possiamo giocarcela con queste avversarle. Non dobbiamo sentire la necessità di dover necessariamente vincere la Champions, lo scudetto o chissà che cosa. Questa è una squadra che si deve esprimere, punto e basta. Quello che conta è sempre la prestazione».
La Roma, terza in classifica alle spalle dei nerazzurri e della Lazio, si presenta alla terza sfida in meno di una settimana e lo fa con parecchie assenze: fuori per infortunio Koné, Cristante, Dybala e assente Malen per squalifica. Spazio alla coppia De Roon e Pisilli a centrocampo , a Mora con Soulé alle spalle di Castro – prima da titolare per l’argentino -, con Lulli che potrebbe rilevare un appannato Molina sulla fascia, riportando Wesley a sinistra. In difesa, in considerazione dei tanti cambi nel resto della squadra, probabile conferma per il terzetto titolare, visto anche l’approccio sbagliato di Balerdi e Koulierakis nel finale con il Real. Le numerose defezioni pesano per Gasp, che manda indirettamente un segnale anche alla società nella costruzione della rosa nelle prossime finestre di mercato, ma non si possono trasformare in una scusa per non fare risultato contro gli uomini di De Rossi: «Indipendent-mente da chi gioca, da chi non gioca e dalle assenze, abbiamo bisogno di una rosa forte. Abbiamo bisogno di giocatori che si sentano forti quando vengono impiegati, perché con questo calendario non riusciremo a giocare sempre con gli stessi.
Le sostituzioni sono necessarie, dobbiamo necessariamente al-largare laro sa, che deve esse-re composta da almeno venti giocatori. Questo è il calcio che è cambiato, quindi o ci adeguiamo, oppure subiamo. Qualcuno dirà che mila-mento – ha rincarato la dose Gasperini – ma numericamente, per chi fa le coppe, con il calendario che c’è, è ormai evidente che bisogna affrontare una quantità di partite tale da rendere necessario avere una rosa più ampia. Non si possono avere gli stessi giocatori di armi fa».
FONTE: Il Tempo – F. Biafora











