Forse per la prima volta nella sua giovane vita Rodrigo Mora non ha avuto la tentazione di smarcarsi. Lo attendevano in quattrocento, ieri pomeriggio, agli sbarchi dell’aeroporto di Ciampino: tifosi in festa che hanno ingannato la lunga attesa (…) invocando il nome del nuovo acquisto – (…) – prima ancora di vederlo spuntare. Se solo avesse potuto, si sarebbe fiondato su di loro abbracciandoli uno a uno e facendosi braccare. Il biondino col caschetto, in camicia bianca a mezze maniche, è uscito dal gate alle ore 18.20 con la mano sul cuore e gli occhi sgranati, firmando i primi autografi e scattando i primi selfie. Per poco non ci è scappata la lacrima. «Tutta questa gente è qui per me?», ha chiesto emozionato a padre, madre, sorelle, amici e procuratori. La corposa delegazione non è voluta mancare nel momento in cui il loro ragazzo cambiava definitivamente pelle, diventando una certezza del calcio internazionale dopo essere stato per tanto tempo solo una promessa. Con lui è sbarcato anche Jorge Mendes, l’agente che ha fatto da regista all’operazione inserendo una clausola da 120 milioni di euro sul cartellino di Mora e che in queste ore sta proponendo a D’Amico il milanista Leao.
Nomen omen, avrebbero detto i latini. Perché la Capitale e questa squadra erano nel destino di un diciannovenne che ha l’anagramma di città e club per cognome (…), un dieci al quale Gasperini chiederà anche di fare l’undici, fan sfegatato di Totti, proveniente da Oporto, il luogo – (…) – che ha consacrato Mourinho. Tutti i fili di questa storia sono stati riannodati con il «sì» che Rodrigo ha pronunciato otto giorni prima del suo arrivo, vivendo poi una settimana abbondante di angosce a causa dello stallo sulla formula. Quando ha saputo dell’interesse della Roma, non ha più voluto ascoltare altro. Il rilancio di Ferragosto è stato quello giusto proprio quando la trattativa sembrava saltata: 25 milioni subito anziché 7 per il prestito con diritto di riscatto a 40 tra un anno, più l’inserimento di una percentuale di rivendita del 50% (…). Così Villas-Boas, il presidente che nell’estate del 2025 aveva rifiutato 50 milioni dall’Al-Ittihad, si è dovuto piegare. Se Mora non avesse spinto così tanto per il trasferimento, tanto da far scendere in campo il suo avvocato e da farsi vedere col muso lungo a favore di telecamere in Rio Ave-Porto, ora non sarebbe qui.
Mezz’ora dopo l’atterraggio, il calciatore si trovava già nella struttura medica vicino al Fulvio Bernardini. Le visite le ha svolte subito. Non ha voluto perdere tempo, preferendo trascorrere la prima serata romana con ortopedici e cardiologi per non rinunciare al primo allenamento in gruppo. Oggi il quarto acquisto della campagna estiva (…) firmerà un quinquennale da 1,8 milioni netti l’anno. Cominceranno subito le prove tattiche nel 3-4-2-1, con una trequarti meno gasperiniana del solito – poco fisico, poco atletismo – ma meravigliosamente tecnica grazie all’abbinamento suggestivo tra Dybala e il portoghese. Con loro anche Soulé e Pellegrini, quando tornerà a disposizione. Le caratteristiche di Mora permetterebbero anche il passaggio al 3-4-1-2, in stile Atalanta ai tempi di Gomez, Zapata e Muriel. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











