Lorenzo Pellegrini chiede un risarcimento a Fabrizio Corona e alla donna che lo ha denunciato. Il giocatore della Roma infatti, era stato indicato come protagonista di una relazione con una escort. Anzi: secondo quella ricostruzione, il calciatore l’avrebbe molestata, perseguitata, fino a essere accusato di stalking. Ma era tutto falso. Per questo oggi la donna che si diceva vittima e Fabrizio Corona – che aveva diffuso la notizia – sono indagati, a vario titolo, per minacce e calunnia.
E ora che il procedimento è arrivato all’udienza preliminare, Pellegrini ha depositato, tramite il suo legale Federico Olivo, una richiesta di risarcimento: il danno subito, sostiene, non è inferiore a 100 mila euro. Una cifra che tiene conto anche del momento in cui la vicenda esplose: la moglie del calciatore stava per partorire.
L’escort aveva presentato cinque denunce, raccontando di una relazione con Pellegrini fatta di incontri, contatti continui, molestie. Diceva di averlo seguito ovunque. persino allo stadio Olimpico. «L’ho frequentato da metà gennaio del 2023, fino alla fine di luglio», aveva scritto ripercorrendo le molestie – sia telefoniche che per interposta persona – che sosteneva di aver subito da Pellegrini.
Per mesi gli investigatori romani hanno lavorato portando alla luce alcuni dati di fatto. Il primo proviene dall’analisi dei telefoni di Pellegrini e della donna. Studiando i tabulati telefonici i magistrati hanno scoperto che Pellegrini e la venticinquenne non si sono mai incontrati, i loro cellulari non si sono mai incrociati, nessuna traccia di spostamenti comuni. Il calciatore, secondo gli atti, non l’ha mai conosciuta.
Eppure lei ha continuato a sostenere che tra gennaio e luglio del 2023 ci sarebbero stati rapporti, con un primo incontro a Prati e successive molestie avvenute altrove, anche durante le trasferte di lavoro del giocatore. Una narrazione suggestiva, che però si è sgretolata davanti ai riscontri. Il fascicolo che vedeva il calciatore accusato di stalking è stato archiviato. E ne è stato aperto un altro a carico di Corona e della donna.
FONTE: La Repubblica











