Come in un sogno. Al primo pallone toccato, Antonio Arena, 16 anni, cresciuto nel mito di Ronaldo il Fenomeno, ha segnato il gol che ha permesso alla Roma di restare in vita in Coppa Italia fino alla beffa di Ilkhan. Assist di Wesley e colpo di testa da bomber vero. «Ero nervoso quando sono entrato, ma è stato un momento bellissimo. Ho imparato tanto da Gasperini, è molto bravo, voglio continuare a lavorare e spero di giocare altre partite», ha detto il ragazzino della Primavera, italo-australiano come l’ex Volpato, che si è preso la scena all’Olimpico, confermando di essere uno dei prospetti più interessanti del vivaio. La sua esultanza è stata genuina: si è tuffato con le ginocchia sull’erba come un calciatore di un’altra epoca. La Roma ha investito un milione di euro in estate per strapparlo al Pescara. Una cifra importante per un classe 2009, che adesso è l’unico della sua annata ad aver realizzato una rete calcolando i cinque top campionati in Europa. (…)
Ieri Antonio ha impiegato un minuto per fare male al Torino al debutto: aveva appena preso il posto di Bailey. La sua avventura nel calcio dei grandi, però, era già partita l’anno scorso, per la precisione a marzo. Nella gara contro la Lucchese entra al 66’ e segna dopo appena 8 minuti con la maglia del Pescara, in Serie C. Risultato? Diventa il più giovane marcatore tra i professionisti in Italia, a 16 anni e 25 giorni. Nessuno ci era mai riuscito prima. Nemmeno Camarda. Ai piani alti tutti iniziano a segnarsi il suo nome. Il merito però è di una sola persona: Silvio Baldini, l’attuale ct dell’Under 21.
È stato l’allenatore toscano il primo a intravedere in Antonio qualcosa. Lo scopre per caso. Arena, che viveva nel convitto del Pescara, si svegliava la mattina presto e vagava per i campi. Piena campagna, nulla attorno. Anche Baldini non è uno che dorme molto: vede il ragazzo ripetere la stessa routine e un giorno inizia a parlargli. Cosa ne esce? Gli mancava la mamma. Parlava un italiano tutto suo, si capiva che era straniero (la famiglia è originaria della Sicilia). A 14 anni, del resto, aveva fatto le valigie, aveva lasciato Sydney, per abbracciare una realtà tutta da conquistare: quella italiana. Partendo tra l’altro dalla periferia del calcio. Baldini capisce che ha a che fare con un ragazzo semplice, ma già fisicamente strutturato (1.88 centimetri). Lo promuove in prima squadra senza neanche sapere in che ruolo giocasse. Non solo. Lo studia e infine lo butta in campo, in una partita vera, in barba alla carta d’identità. Antonio lo ripaga con il gol al debutto. (…)
La Roma in estate brucia la concorrenza e lo inserisce nella rosa della Primavera sotto età. Le aspettative su di lui sono altissime. Anche perché va a segno contro il Pomezia, in amichevole, sotto lo sguardo di Gasperini. Tra i baby è un titolare fisso: quando è mancato (per partecipare al Mondiale Under 17), la squadra ha subito un calo. Nell’ultimo periodo Antonio è tornato, realizzando 3 gol in 3 partite, di cui uno direttamente da centrocampo. (…)
FONTE: Il Corriere dello Sport – L. Scalia











