Che fatica, ma che bellezza. Una vittoria pesante, nel segno della sofferenza, della pazienza. E del coraggio: la vince Gasp, soprattutto con i cambi nella ripresa. La Roma supera la diga della Cremonese, con tre gol arrivati soltanto nel cuore del secondo tempo, dopo una prima frazione a dir poco opaca. Le firme del successo sono di Cristante, di Ndicka e di Pisilli, quando la classe operaia che va in paradiso, e quando Malen si concede una serata meno vibrante del solito, ma pur sempre luccicante.
E in paradiso ci va pure la Roma, che aggancia il Napoli al terzo posto, lasciandosi la Juve, avversaria di domenica prossima, alle spalle, a meno quattro. La Roma non splende nel gioco, ma è una squadra seria, di ferro, aspetta e morde. Quell’obiettivo voluto e dichiarato da Gasperini, ovvero la Champions, non èuna chimera. E domenica c’è una specie di finale con i bianconeri. Domenica c’è l’occasione per blindarlo, ma questa è un’altra storia e sappiamo bene come sono andati fin ora gli scontri diretti (solo due punti, uno con il Milan e uno con il Napoli).
Gasp ha avuto pazienza e coraggio, sapeva che non sarebbe stata facile, specie perché era una vittoria che si dava per scontata. La Roma del primo tempo non è un granché: banale, prevedibile, inconcludente. Si capisce subito che sarà una partita tosta, sporca, faticosa. Dopo dieci minuti della ripresa, Gasp toglie Zaragoza, uno dei più brillanti, per inserire Venturino, che sarà decisivo.
Il vantaggio non poteva che arrivare su calcio piazzato: Cristante la mette dentro di testa su corner di Pellegrini. La fotocopia del gol di Bryan a Firenze. E’ il tappo della bottiglia. Da lì, la Roma prende il vento buono. Ancora da calcio piazzato arriva il raddoppio, da corner, procurato sempre dal solito Venturino. Stavolta dalla bandierina, il passaggio vincente è di El Aynaoui e il tocco del gol è di Ndicka. Malen propizia il tris di Pisilli e la festa è completa.
FONTE: Il Messaggero











