Tony D’Amico è stato annunciato come nuovo direttore sportivo della Roma venerdì pomeriggio e si è tuffato immediatamente sulle pratiche più urgenti da affrontare (anche se formalmente sarà operativo soltanto dal 1 luglio). Tra queste c’è senza dubbio il rinnovo di Pellegrini, che qualche mese fa era già proiettato ad una separazione con la squadra del suo cuore, ma che Gasperini ha chiesto di tenere in rosa, al pari degli altri giocatori in scadenza (El Shaarawy escluso dopo un iniziale abbocco pure con lui). E il pesante infortunio al bicipite femorale di aprile, con ricaduta nel giorni precedenti al derby contro la Lazio, non ha cambiato i piani dell’allenatore piemontese, con il quale ha costruito un rapporto schietto e per il quale c’è un grande apprezzamento delle idee tecnico-tattiche. Lo stesso Gasp che ha gradito lo spirito del suo calciatore sia in campo che fuori, con uno spogliatoio che in generale ha seguito il suo leader sin dal primo giorno del ritiro della scorsa estate.
Ora la presenza del nuovo ds ha riaperto il canale peri dialoghi sul prolungamento del contratto che terminerà tra 5 giorni, potendo sfruttare apporti di vecchia data col l’agente del numero 7. Già a marzo, quando era in carica Massara, si era iniziato a discutere delle cifre di un possibile rinnovo ed ora la questione è affrontata quotidianamente per arrivare alla stretta di mano. Come per Dybala il clima è più che positivo, con lo stesso Pellegrini che sa che l’ingaggio da 6,5 milioni netti più bonus dell’ultimo anno sarà rivisto al ribasso. L’altro argomento caldo per il dirigente abruzzese è quello delle cessioni, con un diktat chiaro emerso nelle ultime riunioni plenarie: bisogna cercare di chiudere il Settlement Agreement con l’Uefa quest’anno, senza sfruttare la possibilità di prolungare di una stagione l’accordo, tenendosi le mani libere dal 1 luglio in poi.
Dalle parti di Trigoria stanno tentando di raggiungere l’obiettivo concentrandosi su giocatori di secondo piano, tentando di salvare i pezzi più pregiati della rosa. Romano, Salah-Eddine (il diritto di riscatto del Psv scadrà oggi, ma gli olandesi non hanno l’accordo con il marocchino per continuare insieme), Cherubini, Pagano, Mannini, Reale, Kumbulla e Vasquez sono tutti calciatori mandati in prestito che torneranno alla base. Difficile aspirare ad un maxi-incasso anche privandosi di tutti questi esuberi, ma ogni plusvalenza verrebbe ben accolta dalla dirigenza giallorossa. Che comunque sa bene di dover pescare dal mazzo anche la cessione di qualche “big”, con Soulé che è l’indiziato numero uno a lasciare la Capitale.
L’argentino non ha alcuna clausola nel contratto che gli permetterebbe di liberarsi tramite il pagamento di un ammontare già prefissato; nell’accordo è inserita soltanto una minima percentuale che spetterà all’ex Juventus (società che ha il 10% sulla differenza tra prezzo della cessione e quello dell’acquisto) in caso di addio. Il suo agente è stato contattato da Borussia Dortmund, Fenerbahce e da intermediari incaricati da club arabi ed è al lavoro per trovare la migliore soluzione possibile per il classe 2003. Che comunque non verrà svenduto. Si muovono pure i procuratori di Ziolkowski e Dovbyk: il primo è stato acquistato a 6,6 milioni e può garantire una buona plusvalenza, mentre sull’ucraino (piace a Betis Siviglia, Villarreal e ad un club tedesco) è davvero complicato pensare di farla. Nessun pensiero di addio per El Aynaoui, che ha parlato dopo la partita del suo Marocco: “A Roma sto bene, molto bene. Se resterò? Sì, certo”.
FONTE: Il Tempo – F. Biafora











