Con una chiamata, rispettando quella sua proverbiale reputazione di manager interventista, Ryan Friedkin ha sbloccato l’annosa questione del diesse, trovando la chiave per il cambio della guardia da Massara a D’Amico. Massara aveva un ultimo compito: intavolare al meglio i dialoghi per i rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik, oltre che di Mancini e Cristante, partiti tardivamente a causa dell’impasse generato dall’assenza della proprietà e dall’esito incerto della stagione.
Nelle ultime 48 ore Ryan ha fatto chiarezza in questo senso: a Massara le cose rimaste in sospeso, al suo successore l’incarico di iniziare a sondare il mercato degli acquisti partendo dalle situazioni già perlustrate (Alajbegovic su tutte). I primi contatti con Gasp, che ritroverebbe dopo il ciclo vincente di Bergamo, poi un lungo colloquio con il vicepresidente: l’accordo non è ancora nero su bianco, però tutto sta andando nella direzione della risoluzione con buonuscita per Massara e della fumata bianca con l’ex uomo mercato dell’Atalanta.
I due fatti saranno consequenziali. L’agenda di D’Amico è già fitta. Non ci sono solo gli acquisti da completare, una missione già di per sé impegnativa visto che alla Roma servirebbero almeno tre titolari (un esterno di lascia come Dodo, un centrocampista per sostituire Koné se dovesse partire e un attaccante alla Scamacca) più altri rinforzi, anche low cost, per puntellare la rosa. L’allenatore, e con lui la proprietà, s’aspetta dal futuro ds un intervento deciso sullo staff, da ristrutturare con professionalità affini alle idee del tecnico.
Nel comparto medico, è in arrivo il dott. Del Vescovo. Il profilo individuato per guidare il settore giovanile è invece Alessandro Frara. Entro il 30 giugno la Roma dovrà anche completare le necessarie plusvalenze per rientrare nei paletti del fair play finanziario: almeno un top è destinato a partire e quelli di N’Dicka e Koné restano i cartellini con maggior margine di guadagno. Sta nascendo la nuova Roma, dentro e fuori dal campo.
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











