Come un rumore sordo nella notte, un sasso nello stagno di una Trigoria silente e deserta, impegnata per lo più nell’organizzazione della Roma che sarà. Hanno fatto senza dubbio un gran rumore le parole di Paulo Dybala, rilasciate in Argentina a Espn, in grado di sollevare i classici cerchi di apprensione tra i tifosi giallorossi. Ma è bastato che l’onda si allargasse un minimo per perdere forza e veemenza. Questo perché dietro l’effetto sonoro del gesto e ottico dell’incertezza sul suo futuro, si cela tutta la solidità di una trattativa per il suo rinnovo arrivata alle battute finali. (…).
Non c’è troppo da condannare chi, in maniera del tutto legittima, si era lasciato travolgere da un’ondata di pessimismo una volta lette le dichiarazioni dell’argentino: «Sono un giocatore della Roma fino alla fine del mese e perciò, per rispetto del club, non parlerò del futuro. Ma non ho ancora deciso cosa farò, non posso dire qualcosa che non so. Tutto è possibile, nel calcio non si sa mai. Nella mia carriera ho vissuto molte situazioni in cui le cose sono andate diversamente da come sembrava, è così, il calcio sorprende sempre. Se il Boca è un’opzione? Vediamo che succede. Tutti i club sono un’opzione, anche l’Istituto, così non si offende nessuno».
Parole da maneggiare con cura, perché si presterebbero a facili strumentalizzazioni senza voler lasciare, invece, al ragazzo l’occasione per mandare alla famiglia Friedkin un segnale di insofferenza o di impazienza. Perché Dybala la sua scelta l’ha fatta e comunicata a Gasperini, rafforzata, dopo Verona, dalla possibilità di tornare protagonista anche sotto le luci della Champions League.
E il tecnico giallorosso, come aveva già avuto modo di sottolineare nel post partita di Parma-Roma, alla permanenza della Joya ci ha sempre creduto. Non solo, non si è limitato a recitare il ruolo di spettatore interessato: ha agito in totale autonomia e recapitato il dossier Dybala direttamente sulla scrivania di Ryan Friedkin. Ogni tipo di interlocuzione tra le parti è stata sull’asse Friedkin-Novel. E la trattativa è arrivata ora sul rettilineo finale.
La Roma ha messo sul piatto due proposte di rinnovo, simili tra loro ma con sostanziali differenze: una con una base più ricca ma con meno bonus, l’altra con una base più bassa ma potenzialmente più soldi in base a presenze e score (…). Paulo ha accettato, sostanzialmente, entrambi gli scenari (…) ma aspetta feedback dalla famiglia Friedkin dopo l’ultima controproposta inviata. E a volte, si sa, l’attesa gioca brutti scherzi. (…)
FONTE: Il Romanista – A. Di Carlo











