Ha un destro chirurgico, eppure anche quel sinistro sa incidere con precisione. Il suo dribbling è ubriacante, lo scatto è fulmineo e, da come raccontano in Francia, pare che il pallone d’oro Dembelé straveda per lui anche se al suo fianco è abituato ad avere Barcola, Doué e Kvaratskhelia. E proprio a causa di questa fenomenale concorrenza che il Psg avrebbe aperto al prestito di Ibrahim Mbaye, ala offensiva già protagonista di diversi lampi nella stagione trionfale dei campioni d’Europa nonostante abbia solo 18 anni. Il classe 2008 è stato sondato nelle ultime ore dalla Roma, che non si accontenta di Summerville per rinforzare il reparto alle spalle di Malen. «Ora ne ho solo due, Dybala e Soulé», ha raccontato Gasperini nei giorni scorsi.
Lacquisto di Vaz non ha dato fin qui i frutti che l’allenatore s’augurava. Mbaye è un profilo differente: ha già giocato 42 partite (con 4 gol e 4 assist) con la formazione che da un biennio domina il continente, giocandosi il posto nel reparto offensivo più esplosivo del pianeta. Ma non solo: Mbaye ha appena partecipato anche al Mondiale con il Senegal (sempre in campo, in gol proprio contro la Francia), la nazionale che ha scelto per le origini dei genitori pur essendo nato a Trappes, 11 km da Versailles.
Per mettere le mani su questo gioiello bisognerebbe superare una concorrenza molto agguerrita. Il senegalese sarebbe infatti finito nel mirino di Borussia Dortmund, Lipsia, Tottenham e Atletico Madrid, tutte squadre abituate a maneggiare con sapiente cura i talenti a un passo dalla consacrazione.
Le cifre che girano sono alte per l’età del ragazzo, maggiorenne da sette mesi, ma non faraoniche per le sue prospettive e soprattutto per i prezzi che girano in questo mercato: si parla infatti di 25-30 milioni per il riscatto tra dodici mesi, con un controriscatto fissabile a 35-40.
Non è chiaramente l’unico tavolo parallelo a Summerville sul quale sta giocando D’Amico in queste ore: il ds giallorosso continua infatti a tenere sotto osservazione Godts dell’Ajax e Nusa del Lipsia; pure loro farebbero al caso di Gasp per la loro capacità di creare pericoli in attacco accentrandosi dalle corsie esterne.
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











