«Sine metu»: senza paura. All’inizio era solo la coreografi a della Curva Sud, poi sembrava esser diventata la sceneggiatura di una serata perfetta o quasi. Perché la Roma perde Koné e Dybala, ma nonostante i loro ko vinceva 3-1 contro il Real Madrid fi no a otto minuti dallo scadere, quando l’impossibile diventa realtà come spesso accade quando dall’altra parte del campo c’è la squadra più titolata d’Europa. Al triplice fischio, infatti, la festa giallorossa è guastata dal 4-3 firmato Endrick e Rudiger, uno cercato dalla Roma in estate e l’altro che nella Roma ci ha giocato. Finisce così tra le lacrime di alcuni tifosi e uno spettacolo – (…) – che non è solo in campo, ma anche sugli spalti, perché l’inno della Champions torna a suonare all’Olimpico sette anni dopo l’ultima volta e lo fa davanti a quasi 70 mila spettatori che non smettono di sostenere la propria squadra (…) .
«Chi ha vinto con la Roma non può esser dimenticato», così viene annunciato durante le formazioni, (…) . Josè alza la testa, un piccolo cenno del capo e il grazie con la mano. Prova a restare concentrato sulla partita che vede il Real in difficoltà nonostante poi il parziale all’intervallo sia di 1-1, perché al gol di De Roon fa seguito quello di Mbappé. Entrambi da fuori area, anche se costruiti diversamente: quello giallorosso nasce infatti dal recupero di Dybala e con una Roma capace di manovrare bene il pallone fino allo scarico per l’ex Atalanta, che trova poi il primo gol della sua nuova avventura, mentre il pari del Madrid è frutto di un intervento a vuoto di Hermoso nella propria metà campo che lascia spazio a Mbappé di prendere la mira e battere Gollini.
Tutto da rifare per i giallorossi (…) . Da Dybala a Soulé, passando per Malen ed Hermoso: in almeno tre circostanze è provvidenziale Courtois, salvando il risultato. Per i Blancos, invece, due gli squilli e nati sempre da un paio di disattenzioni giallorosse: la prima di Soulé e la seconda di Hermoso, ma Cucurella prima e Bellingham poi non inquadrano lo specchio della porta. Così all’intervallo le due squadre sono sull’1-1, nonostante i guai in casa Roma non si fermino all’assenza di Svilar. Al 15’, infatti, si accascia a terra Koné, con tanto di maglia a coprire il volto. Per il francese, consolato dai due connazionali, la partita finisce subito per un problema muscolare alla coscia destra. Al suo posto entra Pisilli e la sostanza non cambia perché è la Roma a continuare a fare il gioco, nonostante a inizio ripresa perda un altro pezzo: fuori Dybala (…) e dentro Mora.
Gasperini prova a non snaturare il piano tattico di gioco e viene ripagato con la doppietta di Malen e se la prima volta a servirlo è proprio il neoentrato Mora, la seconda volta ci pensa Soulé. All’olandese il merito di partire sempre sul filo del fuorigioco prima di battere Courtois (…) . L’offside, però, resta solo potenziale e quando Letexier conferma il gol, l’Olimpico esplode. All’impresa giallorossa, poi, sembrava iscriversi anche un altro protagonista che senza l’infortunio di Svilar non ci sarebbe dovuto essere: Gollini. Nel finale infatti salva due volte su Mbappé, prima di piedi e poi usando i guantoni, prima di arrendersi all’83’ a Espì, entrato un minuto prima. Lo spagnolo non può sbagliare il tapin, accorciando: 3-2.
Ma quel gol è solo l’inizio della fine perché dopo in cinque minuti, dall’85’ al 90’, è black out totale per la squadra giallorossa che subisce il 3-3 e il 3-4 sempre con lo stesso schema da calcio d’angolo. E così il sogno di vincere all’Olimpico nel giorno del ritorno in Champions diventa l’incubo di una serata da dimenticare. Non per Mourinho, che non azzera le polemiche intorno al suo Real, ma quantomeno le rimanda. In casa Roma resta invece l’amarezza di quello che poteva essere e non è stato. E per l’Italia calcistica è anche un “collasso” storico: (…).
FONTE: TuttoSport – D. Marchetti











