Dal paradiso all’inferno in otto minuti. La Roma esce sconfitta dal match del ritorno della Champions nella Capitale, e lo fa nel modo più doloroso possibile. Dopo aver messo sotto il Real Madrid i giallorossi subiscono tre reti da corner tra l’82’ e il 90’ mandando all’aria quanto di buono costruito con fatica e tanto merito. Notte da campioni quella dell’Olimpico tra le emozioni del ritorno di Mourinho e la voglia di tornare a far sentire la propria voce nell’Europa che conta di più. Gasperini conferma per dieci undicesimi la formazione di Como con l’unica modifica di Soulé per Pellegrini. Stavolta c’è Wesley a destra nel duello con Vinicius mentre Molina affronta Diomande dall’altro lato. Mancini si alza su Bellingham mentre a N’Dicka tocca Mbappé.
Dopo pochi minuti il primo squillo è giallorosso con Hermoso che raccoglie al limite dell’area e impegna Courtois in una parata impegnativa. Dopo quindici minuti però Gasp perde un interprete decisivo per il suo spartito: si ferma Manu Koné che alzando le braccia e accasciandosi col volto coperto e le lacrime che fanno temere il peggio. La Roma però non si perde d’animo e dopo venti minuti sblocca la gara: Soulé, dopo un’azione insistita che nasce dall’ottimo recupero palla di Dybala, serve De Roon che da fuori area calcia di prima intenzione e fa esplodere l’Olimpico beffando il portiere belga grazie anche a una deviazione. Il Real non ci sta, reagisce, e dopo cinque minuti trova il pari con la firma più nobile, quella di Mbappé che sfrutta un errore di Hermoso e batte Gollini con la complicità della deviazione decisiva di Mancini. Partita che procede a ritmi abbastanza elevati con la Roma che tiene in mano le redini del gioco.
Cucurella ha una chance importante dopo un errore di Soulé ma sbaglia la conclusione mentre Pisilli, poco più tardi, per poco non manda in porta Malen. L’ultimo affondo, però, è degli spagnoli, che sfruttano un pallone perso e a grandi falcate il pallone arriva a Bellingham che per centimetri non trova il 2-1Dopo l’intervallo altra tegola per Gasperini che è costretto a sostituire Dybala per un risentimento muscolare, al suo posto c’è Mora. Proprio dai piedi del portoghese, dopo un recupero alto di N’Dicka, a mandare in porta Malen che, ancora con deviazione, supera Courtois e riporta avanti i giallorossi. Al 57’ l’olandese si ripete, stavolta su assist di Soulé (il secondo di serata) che aspetta il tempo giusto per metterlo solo davanti all’estremo difensore spagnolo che, come sa fare meglio di chiunque altro, batte agevolmente.
Inizialmente annullato per fuorigioco, poi dopo la revisione l’Olimpico può esplodere per la terza volta. Il Real ora attacca e Mourinho inserisce anche Endrick per aumentare il peso offensivo. Mancini spende un giallo su Mbappé e poco dopo Gollini è reattivo a dire di no al francese. Altri cambi di Gasperini: dentro Balerdi e Pellegrini per Soulé e Mancini. L’ultima carta dalla panchina è Koulierakis per un Hermoso un po’ in difficoltà. Da lì in poi è buio pesto. A otto minuti dalla fine il timbro di Espi, su sviluppi di corner, rimette in partita il Real. Sempre da corner arriva la testata di Endrick che in pochi secondi rimette la Roma in piedi per terra e fa 3-3. Ancora da angolo arriva la doccia gelata per la Roma che si butta via concedendo libertà al Real di saltare in area di rigore, è di Rudiger la firma del 3-4. In otto minuti crollano le speranze di una notte che sembrava da sogno, ma si è trasformata in un incubo.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











