All’antivigilia di Roma–Juve, Paulo Dybala ha fatto capolino al Fulvio Bernardini, stavolta non per allenarsi con i preparatori, ma per partecipare a pieno regime all’allenamento delle prove tattiche, con il sostegno di una vistosa fasciatura all’altezza del ginocchio sinistro. È un segnale inequivocabile: Paulo sarà quanto meno a disposizione per la supersfida che vale un bel pezzo di qualificazione in Champions, mentre altri due titolari come Hermoso e Soulé, ancora alle prese con i problemi muscolari all’ileopsoas il primo e con la pubalgia il secondo, non sono certi di rientrare nell’elenco dei convocati.
Dybala aveva studiato il rientro nei dettagli: alzare i giri mercoledì, registrare progressi di giovedì e svolgere l’intera seduta in gruppo di venerdì. Tra l’altro, contro la sua ex ha pure un conto aperto: in 10 partite al cospetto della Juventus – 4 col Palermo, 6 con la Roma – ne ha vinta una soltanto e non ha mai segnato. L’ora e mezza trascorsa ieri al fianco di Malen, Pellegrini, Zaragoza e all’occorrenza Cristante, ancora in corsa per una maglia sulla trequarti, ha dunque rassicurato Gasperini. Doveva essere un test per capire se poter contare su la Joya, non una semplice sgambata. E le risposte, in attesa di conferme dalla rifinitura odierna, sono state incoraggianti.
Dybala non gioca dal 25 gennaio, Roma–Milan, partita conclusa con un fastidio al ginocchio sinistro. Il giorno dopo sembrava stare meglio, tanto da partire con la squadra alla volta di Atene per l’ultimo impegno della prima fase di Europa League. In Grecia però il fastidio è diventato dolore e anche se al rientro in Italia gli esami non hanno evidenziato lesioni, è cominciato un lungo calvario. L’ultimo stop alla vigilia di Napoli–Roma: l’argentino si allenava regolarmente in gruppo da due giorni, ma prima della partenza per il Maradona ha alzato bandiera bianca. Ecco perché Gasp eviterà di cantare vittoria: la seduta odierna, dopo la conferenza stampa delle 13.30, dimostrerà se il 32enne sia davvero in grado di reggere l’urto di una partita di questo livello.
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











