
Si è parlato molto della Roma come squadra più alta del campionato italiano 185.5 centimetri la media ma la svolta è arrivata grazie alle esercitazioni organizzate da Di Francesco sin dai primi allenamenti nel ritiro di Trigoria e poi negli Usa. I giocatori sono stati addestrati al video, sulla lavagna e poi in campo per capire come posizionarsi in area su calci di punizione e corner, i vari battitori (Kolarov, Lorenzo Pellegrini, Florenzi, Under e Pastore i principali specialisti di quest’ anno) si sono allenati sodo sulle traiettorie e i risultati adesso si vedono. Un’inversione di tendenza rispetto alla scorsa stagione, in cui la Roma aveva il miglior «indice di pericolosità» del campionato ma solo il quinto attacco alla fine e un totale di sedici gol su palla inattiva (uno da punizione centrale, quattro da laterali, due da dirette, sei da corner e tre rigori), contro i 30 della Lazio, leader della speciale classifica, e sotto di un punto rispetto alle media (17) della serie A. Bassa anche la percentuale realizzativa (28%). Quest’anno, con nemmeno un quarto delle partite giocate hanno già segnato Kolarov su punizione diretta nel derby Manolas (Atalanta) e due volte Fazio (Milan e Lazio) da punzione laterale, Lorenzo Pellegrini (sempre nel derby, con sponda di Dzeko e inserimento di El Shaarawy) e Nzonzi (Empoli) da battuta centrale.
In Champions Dzeko a segno col Viktoria su corner. Sono saliti a dodici i marcatori stagionali diversi, in Europa solo il Borussia ne ha mandati in rete tredici. Nella Roma fanno gol tutti, compresi i centrocampisti tanto discussi: cinque reti dal reparto, all’appello ora manca solo De Rossi oltre ai baby Zaniolo e Coric.










