Uno spreco enorme nella notte che sapeva tanto di Champions. La Roma impatta ancora sul tabù big match e si fa rimontare due volte dalla Juve che trova il pari all’ultimo secondo con Gatti e tiene accesa la corsa per il quarto posto. Un’amarezza per la squadra di Gasperini che resta comunque a +4 sul quinto posto ma ribadisce alcuni problemi di tenuta nelle sfide contro le dirette concorrenti. E pensare che la serata sembrava perfetta.
Nel primo tempo, infatti, dopo due grandi parate di Perin su Malen e il tentativo di McKennie finito fuori di un soffio era stato Wesley a trovare il vantaggio con un gran destro sotto l’incrocio dopo una delle tante palle rubate da un Pisilli gigantesco. La Juve, stanca dalle fatiche di coppa, ha rischiato ancora ma ad inizio ripresa ha trovato il pari con un altro bolide dalla distanza di Conceicao.
I bianconeri a quel punto hanno preso coraggio, ma è stata ancora la Roma a trovare il sorpasso al 54′: angolo di Pellegrini e tocco decisivo di Ndicka al secondo gol consecutivo. L’Olimpico è una bolgia e dopo dieci minuti arriva il tris. Imbucata perfetta di Koné per Malen che tutto solo davanti a Perin si mostra ancora glaciale: sesto gol in sette partite per l’olandese. La Roma, che si trovava a +7 fino a quel momento, però abbassa la guardia e rimette in gara la Juve che trova il gol del 3-2 con Boga. A quel punto la squadra di Spalletti (fischiatissimo dai suoi ex tifosi) ci crede. La Roma prova a ripartire ma proprio all’ultimo secondo regala un’altra punizione alla Juve. In mischia a sbucare è Gatti che sigla il definitivo 3-3 e ammutolisce l’Olimpico.
A fine partita Gasperini invita a guardare positivo: «Usciamo da una partita straordinaria, questo risultato non ci deve abbattere. Nei finali Inter, Napoli e Milan riescono a raddrizzare le partite buttando gente molto abile sulle palle inattive e sul gioco aereo. L’ultima punizione andava aggredita».
FONTE: Leggo – F. Balzani











