Non c’è quiete dopo la tempesta. Non solo per gli strascichi dello scontro con il senior advisor Claudio Ranieri. Quasi fosse una sfida di sopravvivenza, Gasperini deve vedersela pure con l’infermeria. Lo stop di Pellegrini – lesione al flessore della coscia destra – segue quelli di Mancini, Wesley e Koné. Il tecnico, scosso dai pubblici rimproveri di Ranieri, combatte ora su due fronti: quello societario e il campo. Qui, per circa un mese, dovrà rinunciare a Lorenzo, uno dei suoi fedelissimi (dopo che il rapporto era cominciato in salita, tra i due c’è forte stima). Gasperini l’ha incensato per il «comportamento serio e il coraggio di metterci la faccia». L’ha schermato dai tentativi di «rivoluzione» promessi dal club. Tanto da porre la permanenza di Pellegrini tra le condizioni per la sua, di permanenza. Ma il club, finora, non s’è mosso per il rinnovo del contratto del giocatore, in scadenza Dal canto suo, la proprietà ha portato avanti la strategia dell’attesa, mettendo Lorenzo davanti a un bivio: andare via o accettare le condizioni della Roma.
Quali? Un ingaggio dimezzato (da 6 a 3 milioni di euro a stagione). Cerca di concentrarsi sul campo, Gasperini. “Cerca” perché non può schierare la formazione che vorrebbe. Non ha mai potuto farlo e di questo non si dà pace. Non solo perché dal mercato sono arrivati «giocatori che non conoscevo». Ma soprattutto perché non ha mai avuto la rosa completa. Troppi giocatori ai box da quando, a novembre, comandava la classifica senza nessun attaccante, fino a oggi, mentre aspetta i recuperi di Wesley, Mancini e Koné, che torneranno disponibili la prossima settimana. Per colmare il vuoto di Pellegrini – che tornerà in campo nel derby, sua partita speciale – alzerà Pisilli o El Aynaoui. Le alternative sarebbero Venturino e Zaragoza, finito nel dimenticatoio. Così lo sprint Champions è in salita.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











