C ’era una volta una fascia. Non una qualunque, ma quella lasciata in eredità da Totti e De Rossi. Una fascia diventata macigno, simbolo e forse anche fardello emotivo troppo grande per chiunque abbia provato a raccoglierne il testimone. E allora sì, forse il punto di svolta sta proprio lì: nella liberazione da quel peso invisibile che aveva finito per condizionare anche il più talentuoso dei suoi eredi, Lorenzo Pellegrini. Senza quella responsabilità cucita al braccio, Pellegrini è tornato a respirare calcio. A sorridere. A giocare con quella leggerezza che lo aveva reso uno dei centrocampisti più incisivi del panorama italiano. E i numeri, freddi ma spietatamente sinceri, raccontano la rinascita: sette gol e quattro assist in stagione. Ma soprattutto un trend consolidato negli anni, con 38 reti e 29 passaggi vincenti nelle ultime cinque stagioni. Numeri “da Gasp”, (…) ma abbastanza per certificare che Pellegrini può essere perfettamente funzionale a quel sistema di gioco fatto di inserimenti, ritmo e fame.
E allora il cerchio si chiude: Gasperini lo vuole, la Roma riflette. Non più solo suggestione, ma strategia concreta. I primi contatti con l’entourage del giocatore sono partiti, con un tema inevitabile sul tavolo: l’ingaggio. Pellegrini percepisce circa 6 milioni netti annui (…), frutto dell’accordo siglato nel 2021 con Tiago Pinto. Allora era un leader in ascesa, vicino alla scadenza e reduce da una stagione di altissimo livello. Oggi lo scenario è diverso e il nodo è chiaro: accettare un ridimensionamento importante, almeno del 50%, e trasformarsi in una risorsa di qualità dentro una rosa che vuole alzare il proprio livello.
(…). E per costruirla servirà equilibrio: investire, sì, ma anche trattenere chi può ancora fare la differenza. Pellegrini rientra perfettamente in questa categoria. A quasi trent’anni e con un ultimo grande contratto da firmare, la scelta è di quelle che pesano. Restare nella “sua” Roma, magari da co-protagonista, oppure guardarsi intorno e cercare altrove un ruolo centrale e uno stipendio più ricco. Il bivio è lì, netto, senza sfumature.
Intanto, sullo sfondo, c’è chi ha già deciso. Paulo Dybala non sembra tentato dalle sirene. La Capitale è casa, il progetto lo intriga, e la voglia di riscatto dopo una stagione deludente è troppo forte per voltarsi altrove. Quindi la Joya è pronta a discutere del taglio dell’ingaggio, con bonus legati al rendimento: un patto nuovo per ripartire. E Gasperini osserva. Perché in fondo, nel suo calcio verticale e feroce, i giocatori forti non bastano mai. Servono, eccome se servono. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi / G. Marota











