Un’altra partita sospetta, la sesta, nel mirino dei magistrati. Un match tra i più discussi della scorsa stagione e decisivo per lo scudetto. Perché ora la procura di Milano punta ad accertare quanto accaduto anche durante Inter-Roma. Per verificare se sia vero quanto riferito da almeno due testimoni sentiti nell’inchiesta sugli arbitri che conta per ora cinque indagati: la “bussata” del supervisore Andrea Gervasoni al vetro della sala Var e il «fatevi i fatti vostri» ai varisti su un rigore non concesso all’Inter. L’ingerenza, come pubblicato da Repubblica, è stata denunciata dall’ex arbitro Domenico Rocca, autore anche di un esposto dello scorso maggio che ha contribuito ad arricchire l’indagine della Guardia di finanza coordinata dal pm Maurizio Ascione
Ed è stata confermata anche da un altro ex fischietto, convocato più volte e per svariate ore di verbali riempiti. Entrambi hanno riferito quanto, a loro dire, circolerebbe tra gli addetti ai lavori: nelle battute finali di Inter-Roma, giocata il 27 aprile 2025, l’arbitro in campo Michael Fabbri lascia correre il fallo di Ndicka sul nerazzurro Bisseck, l’assistente Var, Marco Piccinini, solleverebbe però più di un dubbio al Var Marco di Bello sull’astenersi dall’intervenire. Ma Gervasoni “busserebbe” per scoraggiarli a richiamare l’arbitro per andare a rivedere l’azione sul possibile rigore, condizionando, se così fosse, la scelta arbitrale. Parole che non si sentono nell’audio-video trasmesso dalla trasmissione tv Open Var, che Rocchi stesso, a suo tempo, ammise di aver trasmesso con ritardo, forse per tutelare i colleghi dalle polemiche di fine campionato dato che, per sua stessa ammissione, il rigore andava concesso. Ma la procura di Milano ora si riserva di acquisire al più presto i file audio e video originali di quei minuti accendendo dunque un faro sull’accaduto e le eventuali responsabilità.
In sostanza il «sistema» dell’ex designatore Gianluca Rocchi che sta scuotendo il mondo del calcio, mettendo in stand by anche alcuni sponsor di A che attendono di vedere che succede. L’avvocato Antonio D’Avirro ha fatto sapere che domani Rocchi non si presenterà nemmeno dal pm. Non risponderà alle contestazioni, «al buio» per il legale, specie quella del 2 aprile 2025 a San Siro dove avrebbe parlato, secondo l’accusa, con qualche collega del mondo arbitrale – quanto si sa finora – per «combinare» designazioni di arbitri che non fossero «poco graditi» all’Inter. Tra gli arbitri sentiti ci sono, da indagati, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, Daniele Paterna lo è diventato poi per false dichiara-zioni. Come testimoni ci sono i racconti (ed eventuali riscontri) di Daniele Doveri, l’arbitro «poco gradito» ai nerazzurri nelle accuse delle designazioni «pilotate» a Rocchi per almeno due partite, tra cui Bologna-Inter 2025 dove in campo diresse la gara Andrea Colombo, anche lui sentito.
FONTE: La Repubblica – I Carra











