E alla fine, rotola il pallone sul campo verde, in una domenica di grandi emozioni, con l’orario inusuale, è vero, ma anche l’unico plausibile ad osservare i paletti che erano stati messi e che alla fine si è tornati a rispettare. Se ai mondiali di calcio non riusciamo ad andare, al mondiale delle chiacchiere siamo sempre i campioni. Dicono che sia l’aspetto in fondo più importante di questo sport, la popolarità. Eppure saremmo disposti volentieri a barattare qualche milione di euro in meno da investire ogni anno in nuovi acquisti esotici se si riducesse un po’ l’intensità delle chiacchiere inutili e si tornasse a dare centralità al rettangolo di gioco.
Proprio come chiede spesso Gasperini. È lì che stamattina si sfideranno la Roma e la Lazio in una partita che per i biancocelesti è una specie di dolorosissimo obbligo (…) e che però potrebbe diventare assai doloroso per noi se nella inusuale contemporaneità mattutina magari arrivassero notizie confortanti da De Rossi o dalla Fiorentina (…) e la Roma non riuscisse a superare questa pratica. Si gioca alle 12 (…) e alle 14, più o meno, sapremo quale sarà il destino finale di questo campionato, almeno per quella parte di appassionati convinti che poi l’ultima giornata sul campo del Verona sarà più o meno una formalità (…).
Se arrivasse anche la Champions Gasperini avrebbe fatto una specie di miracolo. È vero che le coppe sono andate male, ma il licenziamento prematuro di Ranieri (…) ha fatto capire che razza di clima si era creato a Trigoria e che pesantezza c’era, tanto da inquinare probabilmente anche i risultati. Come più volte detto, nessuno può imputare unilateralmente a Ranieri la responsabilità per quel clima fosco, ma è un fatto che da quando i Friedkin hanno compiuto la loro scelta, l’aria si è alleggerita e la squadra ha ripreso a volare. La sensazione è che questa Roma anche dal punto di vista atletico oggi sia la squadra più in forma del campionato, e chi pensa che sia una casualità provi ad osservare i finali di stagione di cui era protagonista l’Atalanta di Gasperini.
Lo stesso pronostico favorevole dei bookmakers (…) conforta le speranze dei tifosi, dei numeri poi neanche a parlarne, basta scorrere qualche pagina di questo straordinario speciale (…) per conoscerne la definitiva portata. Ma un derby vive significati emotivi che nessuno è in grado realmente di prevedere. Dipendesse solo dal campo, non avremmo dubbi, ma la storia insegna cautela. Per il miracolo servono ancora tre punti oggi, la quarta delle cinque finali che Gasperini aveva detto di volersi giocare, e tre a Verona, all’ultima giornata. (…)!
FONTE: Il Romanista – D. Lo Monaco










