Il24maggiononèsoloil Piave che mormorava, ma pure la partita che ha segnato il ritorno in Champions League della Roma. Ecco, da lì si ricomincia, anche se Gian Piero Gasperini ama — (…) — resettare. Non si resettano i sogni. Tre mesi esatti dopo, riparte la giostra ed è una giostra di quelle che aspetti con ansia. L’Olimpico sarà tutto esaurito, oggi saranno venduti pure gli ultimi tagliando del settore di solito riservato ai tifosi ospiti. In 67 mila per vedere l’esordio in campionato contro la Fiorentina, per scoprire il talento di Rodrigo Mora, per riabbracciare l’amico che pareva esser destinato a salutare — Dybala — e coccolare quello che ha vissuto un’estate un po’ così, Malen.
Non è una stagione come le altre. Perché sfocia nell’anno del centenario del club, una specie di Natale che dura 12 mesi. E non c’è dubbio che dentro quei sogni lì, quelli che non si resettano, ci sia anche quello di chiudere la stagione arrivando a coniugare un verbo — vincere — che la Roma negli ultimi 15 anni ha pronunciato una sola volta, nel 2022 con la Conference League. Se la rosa a fine mercato sarà realmente attrezzata per farlo, lo si scoprirà solo a fine mercato o forse neppure lì. L’allenatore, Gasperini, è soddisfatto solo a metà di quanto fatto dalla società. (…).
Perché i programmi sono cambiati in corsa, dice lui, perché «sono cambiate le comunicazioni», perché un conto è allenare Greenwood e un’altra Rodrigo Mora: magari, dal punto di vista lavorativo è più affascinante la seconda opzione, ma per coniugare quel verbo di cui sopra non è così. Il tecnico spera ancora nel colpo di coda della società. Spera che ultimi giorni non passino alla ricerca di occasioni.
Spera ancora in Endrick, (..), non si è arreso all’idea che il brasiliano resti a Madrid. C’è lui ancora in lizza. Gittens pare lontano, Fofana è appeso a un mezzo miracolo, ci sono almeno un altro paio di nomi top secret che migliorerebbero l’umore dell’allenatore. Che pure si è detto «molto soddisfatto», pubblicamente. E che ha definito la Roma «più forte, più competitiva rispetto a quella di un anno fa». Non è un passaggio banale: c’è tutto, nella testa dell’allenatore.
E c’è, anche, la voglia di non deludere le aspettative dei tifosi. Ecco perché dice che si riparte da zero, misurando anche il mercato che hanno fatto e stanno facendo le potenziali rivali. Però due aspetti almeno sono ben chiari nella testa di Gasperini. La presenza mai così… presenza di Dybala, che ha accettato una riduzione importante dell’ingaggio pur di restare e che rimane il faro della squadra.
E poi, la passione. Gasperini l’ha citata: «Dalla nostra parte, per fortuna, oltre ai numeri abbiamo una cosa che pochi hanno: la passione. E su questa cosa sicuramente giochiamo molto». Il riferimento è doppio: la passione di un gruppo squadra che non è una frase fatta, ma si è toccata con mano lungo tutto lo scorso campionato, pure nei momenti meno semplici.
Ma la passione è anche quella della gente che ruota intorno alla Roma. Del tutto esaurito di oggi s’è già scritto. Il dato degli abbonamenti è al top in Italia: 40milatessereperilcampionato — (…) —, praticamente la stessa quota pure per gli abbonamenti per la Champions League. È una fabbrica di sogni, questa è la verità. L’attesa è finita, il 24 agosto è oggi. Stasera mormora il Tevere, ma è un mormorio di festa: la Roma inizia la sua corsa.
FONTE: Il Corriere della Sera – D. Stoppini











