Quindici ottobre 2000, seconda giornata di campionato: la Roma vince a Lecce 4-0 con doppietta del centravanti di allora, un tipo discretamente prolifico, un certo Gabriel Omar Batistuta. Qui pure c’è un centravanti che pare bravino, in effetti. C’è un Lecce-Roma al secondo turno anche qui. Finito 0-4, peraltro, 26 anni dopo. Ok, basta così, passiamo oltre. Che poi passare oltre e far finta di niente con questa squadra si fa gran fatica e in fondo non è neppure corretto. Un altro poker, dopo quello alla Fiorentina la prima giornata. La stessa dimostrazione di applicazione, di cattiveria agonistica, di concentrazione e di conoscenza dei propri mezzi. Gasp è un’allenatore felice. Ma non felicissimo, perché è abituato ad alzare l’asticella. (…).
Prima ha tenuto a bloccare con forza le voci su Koné e il Chelsea: «Resta qui, non ho notizia di cessioni che avverranno e neppure di offerte arrivate». Era un avviso ai naviganti di ogni mare possibile, non sia mai che a i piani alti a qualcuno venissero in mente strane idee. L’altro input dell’allenatore è ancora più dettagliato: «Lo scudetto? Prima vanno conosciuti gli avversari, alcuni di questi si sono attrezzati sul mercato anche più di noi. Ecco, noi dobbiamo pensare a rinforzarci perché facciamo la Champions e perché è giusto costruire una rosa che non cali di livello in caso di infortuni improvvisi».
Gasp rilancia, dunque. Perché ha l’acquolina in bocca, perché ha sensazioni positive e non potrebbe essere altrimenti: «Siamo più avanti rispetto a un anno fa — (…) —. E non solo per le conoscenze maggiori, ma anche per lo straordinario clima che si è creato dentro lo spogliatoio. Questo è un gruppo che gioca con passione. Siamo più forti e solidi nella testa. E sì, abbiamo testa e cuore». E pure qualità. Il centravanti di cui sopra, Malen, è arrivato a quota19 gol in 20 giornate. A Lecce s’è fermato alla doppietta ma avrebbe potuto farne cinque.
I paragoni si sprecano, pure Gasp partecipa: «Mi ricorda un po’ Milito. E ci può stare anche il parallelo con Higuain. Vorrei che Malen e Dybala restassero sempre a questi livelli, ma sappiamo che non sarà così. Lì davanti è giusto avere un numero di giocatori competitivo. Uno o due acquisti? So che la società sta facendo il massimo».
Ne arriverà uno. La Roma ha tre piste aperte: Leweling, Luiz Henrique e Gittens. Per il primo è tutto fatto con lo Stoccarda, (…), a tarda ora, è andata in scena una call coi suoi agenti. Per il secondo sono i tempi tecnici a essere stretti, considerato che gioca in Russia. Per l’ultimo convincere il Chelsea a parlare solo di cessioni e non di Koné non è semplicissimo. Certo che giocare con un Malen così dovrebbe intrigare tutti: «Sto giocando veramente bene, sono molto orgoglioso e felice, anche se avrei potuto segnare anche di più». (…).
FONTE: Il Corriere della Sera – D. Stoppini











