Al festival di Gian Piero non si finisce mai di applaudire. La Roma versione 26/27 è partita di slancio, otto gol in due partite, 4 alla Fiorentina in casa alla prima giornata, 4 ieri al Lecce fuori casa alla seconda giornata, in totale fanno 6 punti perfetti e mai in discussione, stesso bottino di un anno fa quando però le vittorie furono assai più striminzite, 1-0 al Bologna e 0-1 a Pisa, solo il caldo più o meno era lo stesso, ma questi non sembrano sentire neanche la fatica, e finiscono sempre al 90’ in pressione sul portiere avversario.
La gara di ieri è finita praticamente dopo 25 minuti, tempo di segnare tre reti che hanno sorpreso pure lo schieramento abbottonato di Di Francesco, 5-3-2 invece del 4-3-3 che gli aveva consentito di andare a vincere a Venezia all’esordio. Il primo gol al 4’ è stato favorito da un doppio svarione difensivo dei leccesi, e ha trovato Malen pronto all’appuntamento, e lo stesso olandese ha segnato la sua doppietta al 23’ con un tocco delizioso a scavalcare Falcone su assist di Wesley, due minuti dopo ha chiuso i giochi Soulé che si è visto ribattere il primo tentativo da Falcone dopo un’altra azione travolgente sulla verticale Dybala–Malen e poi ha ribadito in rete il 3-0 che ha spento ogni ardore dei 27000 leccesi del Via del Mare. Lo stesso Soulé aveva sbagliato al 12’ un altro comodo assist, stavolta di Koné. Il 4-0 arriverà solo al 20’ della ripresa e a siglarlo sarà Mora, il predestinato portoghese, il bomber tascabile su cui la Roma ha investito parecchio: curioso, ma non troppo per chi conosce Gasperini, l’assist è arrivato da Mancini.
Poco ha potuto per frenare l’impeto romanista il povero Lecce messo in piedi da Di Francesco, davvero tenero e fragile. Aveva provato a cambiare qualche concetto il tecnico, passando dall’amato 433 al 352, che poi è inevitabilmente diventato subito un 532 con i terzini Veiga e Ndaba finti quinti, con tre centrali in panne (Siebert, Gaspar e Tiago Gabriel, alla sagra degli errori), tre centrocampisti insussistenti (Coulibaly, Ngom e Gorter) e due punte imbambolate, Pierotti e Geubbels, che al 38’ ha avuto pure la palla buona per involarsi verso la porta romanista, ma Svilar l’ha ipnotizzato confermando ancora una volte le sue doti quasi sovrannaturali nell’uno contro uno. Per niente spaventato dall’atteggiamento apparentemente più chiuso del collega, Gasperini ha solo squadernato i suoi attaccanti, tenendo in panchina il trequartista tascabile Mora, allargando a destra Dybala e Soulé a sinistra alle spalle di Malen, confermando quindi Lulli e Wesley sulla fascia, puntando ancora su Koné e Cristante, e sostituendo Ndicka (out nel riscaldamento) con Ghilardi, braccetto di destra con Mancini centrale e Hermoso sul centrosinistra.
Pronti-via e la Roma si è trovata in vantaggio: come impauriti dall’impatto già evidente in quei primissimi secondi, Gaspar e i suoi colleghi hanno regalato prima un rinvio alla carlona, poi una posizione regolare a Dybala, con una linea difensiva totalmente irregolare, e poi letteralmente il pallone a Malen ad “aggiustare” il controllo sbagliato di Paulino, e Donyell che non aspettava altro che segnare il suo quarto gol del suo campionato.
Per il quinto dovrà aspettare quasi venti minuti, e stavolta sarà un tocco d’autore, uno scavetto sull’assist di Wesley, liberato a sinistra dall’imbocco di Soulé, a sua volta servito sull’asse Dybala-Gilardi. Il terzo, due minuti dopo, metterà fine virtualmente alla partita: stavolta Malen ha servito l’assist per Soulé che si è visto respingere il primo tiro da Falcone, ma sulla respinta si è avventato ancora l’argentino, nella dormita dei difensori salentini, e non c’è stato niente da fare.
Poco dopo il sorprendente Lulli ha servito Malen per la tripletta, ma stavolta Falcone si è opposto in maniera perentoria. Al 38’ l’occasione già descritta per Geubbels che per un attimo ha spaventato i difensori romanisti più di quanto non faccia la pronuncia del suo cognome, ma non Svilar. Nel finale prima Soulé con un destro a giro, poi Malen con un tocco morbido forse deviato da un difensore, sono andati a un centimetro dal quarto gol della serata.
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FONTE: Il Romanista – D. Lo Monaco











