Sembra quasi poesia. Il bilancio dei gol della Roma è direttamente proporzionale alla sua bellezza in campo: più segna e più incanta, la squadra di Gasperini: «I grandi giocatori usano la testa e il cuore, prima dei muscoli. E i miei fanno così». Un messaggio d’amore, da Bacio Perugina, firmato dal tecnico che trasforma l’eccezione nella regola: dopo la Fiorentina anche il Lecce viene travolto 4-0, in casa sua, in una sfida a senso unico che innalza la Roma, capolista perché nessuna segna così. Merito del solito Malen insaziabile (…), che nel primo tempo inaugura il banchetto con una doppietta, a una settimana dal tris dell’Olimpico.
Prima di lui, cinque reti dopo due giornate le aveva segnate Batistuta nel 1997/98. Non basta? Con 19 gol nelle sue prime 20 presenze in Serie A, l’olandese aggiorna i libri di storia: solo Nordahl e Altafini hanno fatto meglio. «Lo scudetto? È lunga, ma siamo autorizzati a sognare», commenta l’attaccante che fa pure l’uomo assist, pescando Soulé per il 3-0. «Malen mi ricorda Milito», sentenzia Gasperini. Dopo 25’ la partita non ha più nulla da raccontare, se non fosse per le sbandate della difesa del Lecce, che nel secondo tempo incassa male – anche il colpo di Mora. I migliori assist arrivano dalla squadra di Di Francesco, che non riesce mai a ferire il suo passato.
Per l’ex tecnico della Roma, l’ultimo ad averla guidata in Champions League, tre pareggi e 14 sconfitte contro i giallorossi. Che banchettano voraci per novanta minuti di corsa inesauribile. Dybala non è più un gioiello da salvaguardare, ma una «bestia» (parola di Gasperini) da domare. Con otto gol in due partite senza subirne, sorridono attacco e difesa, con Mancini tanto sicuro di sé da spingersi oltre le colonne dell’area di competenza: suo l’assist per Mora. Se non c’è Svilar – (…) – ci pensa l’altro centrale Hermoso, decisivo sulla linea nella ripresa. E Ghilardi non fa sentire la mancanza di Ndicka, costretto a rinunciare per un problema durante il riscaldamento. Insomma, gli ingredienti per sognare in grande ci sono tutti. Lo dicono anche i numeri: nella stagione dell’ultimo scudetto la Roma giocò la seconda di campionato a Lecce. E finì 4-0.
FONTE: La Repubblica – N. Maurelli











