IMuscoli, intensità e, adesso, anche gol. Ha aggiunto un ultimo elemento, forse il più importante, nel proprio repertorio Manu Koné. Né Malen, né Dybala, ma è il francese ad aver fatto sognare l’Olimpico realizzando una doppietta nei primi quarantacinque minuti contro l’Inter. In una sfida che il centrocampista classe 2001 avrebbe potuto disputare con la maglia nerazzurra.
Due estati fa, infatti, Chìvu aveva individuato in Koné l’elemento in grado di aggiungere fisicità in un centro-campo qualitativo come quello dei campioni d’Italia. Furono giorni concitati, durante i quali il popolo giallorosso insorse non avendo digerito la possibilità che il francese potesse partire. Alla fine, i Friedkin, su consiglio di Ranieri, bloccarono tutto. Così come, nelle ultime ore del mercato chiuso venti giorni fa, la Roma non ha preso in considerazione l’uscita di Koné in direzione Londra, al Chelsea di Xabi Alonso.
Nonostante le fatiche del Mondiale e le vacanze terminate a metà agosto, il centrocampista francese è partito subito forte in questa stagione. Sarà difficile, dopo la doppietta di ieri, ricordare all’ex Borussia Monchengladbach di essere più concreto sotto porta, a patto che trovi una discreta continuità. Due gol, uno con il destro e uno con il mancino, che avevano illuso tutto il popolo romanista.
Lo stesso numero di gol che Koné ha segnato sia nel primo che nel secondo anno con la maglia giallorossa. Una doppietta – la prima in assoluto in carriera – che permette al francese di entrare a far parte di un ristretto club. Soltanto Pruzzo, Graziani, Balbo e Totti erano riusciti, prima del classe 2001, a realizzare due reti in un primo tempo contro la squadra nerazzurra.
Ma la prestazione contro l’Inter di Koné, rimasto in campo per un’ora, va oltre i due gol messi a segno. Tanti contrasti e palloni recuperati da parte del francese che hanno dato l’impressione di azzerare la superiorità numerica dei centrocampisti nerazzurri. Forza e velocità negli strappi per ripartire, ma anche grande lucidità nel capire i momenti della partita in cui era necessario rallentare e rifiatare con il pallone tra i piedi. Una prestazione completa, una prova da campione.
FONTE: Il Tempo – G. Turchetti



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