Quei dieci maledetti minuti con il Real Madrid ora fanno meno male. La Roma riparte alla grande in Champions e non c’entra il vuoto pneumatico, il niente assoluto, dello Slovan, una di quelle squadre che ti chiedi perché dovrebbero essere in una coppa. Malen è un’iradiddio e trascina. Wesley, Pisilli, un redivivo e di nuovo motivato Pellegrini e tutta la Roma, cominciando dall’eccellente Ghilardi che legittima la chiamata a sorpresa di Mancini. Quattro gol di Hermoso, Molina, Pisilli. e Malen, potevano letteralmente essere il doppio: soltanto un po’ di fretta e imprecisione hanno negato una goleada ancora più divertente, ma non importa. La classifica, “sporcata” dal quel 3-4 di una settimana fa, va verso il bello, anche se il bellissimo viene ora con le due trasferte con United e Psg.
Per capire quanto è davvero europea questa Roma. Non era in discussione il successo sullo Slovan, ma il come. Gli slovacchi erano reduci dai sei gol presi dai parigini e da altri tre beccati dallo Stoccarda, e prima di cominciare detenevano un altro po’ di record non lusinghieri: i gol presi (9), i tiri in porta ricevuti (22), i tiri totali subiti (51). Ebbene, la Roma ha moltiplicato queste statistiche, con una ventina di conclusioni verso il povero Takac che ha toccato un paio di palloni, e un possesso totale (73 per cento) senza concedere un tiro in porta.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











