Quando all’intervallo la Roma è andata a riscaldarsi negli spogliatoi sul 2-0, non c’è anima viva allo stadio Olimpico che non sia tornata con la mente a Manchester oppure all’Inter. Eppure qui è andata diversamente, nessuna rimonta subita. Perché il Sassuolo non è a quelle altezze e perché la macchina da gol della Roma stavolta non s’è inceppata:31 reti in 11 giornate, giusto per dare un riferimento nell’anno in cui Gasp raggiunse quota 98 gol (era il 2019-20) a questo punto della stagione l’Atalanta ne aveva segnati uno in meno. Il 3-0 di Mora ha spazzato via i pensieri negativi e dato i contorni giusti al risultato.
Aquilani ha provato pure a infastidire tatticamente Gasperini per limitare Wesley. Ma la Roma, se la fermi da una parte, trova sempre il modo di infilarsi dall’altra. Non è un caso che Balerdi ed Hermoso siano risultati tra i più pericolosi: dello spagnolo l’inserimento centrale e la rete al 27′ che ha aperto il match da attaccante consumato. Il raddoppio, solo 3′ più tardi, è figlio di un’autorete di Walukiewicz su una conclusione di Malen.
Vero, di fronte c’era il Sassuolo peggiore difesa della serie A. Ma la voglia di cancellare Manchester è per Gasperini un grande segnale, oltre che l’ennesima conferma di un gruppo solido. Certezze a cui si è nuovamente aggiunto Koné, al rientro dopo tre settimane: il francese ha dominato la scena, vicino a lui Cristante ha fatto altrettanto.E così, pure nella serata in cui Malen ha litigato con la porta, la Roma ha sfondato facilmente.
FONTE: Il Corriere della Sera











