Il difensore della Roma, Gianluca Mancini, ha rilasciato un’intervista nella rubrica “A casa dei campioni”:
Vieni considerato un gladiatore in campo, quando torni a casa dopo una partita intensa, qual è la prima cosa che fai per “staccare” e ritrovare la pace tra le mura domestiche? “Mi basta un abbraccio della mia famiglia, di mia moglie, delle mie figlie. Resettarmi così, in modo semplice, dentro la mia casa”.
In ogni casa c’è un angolo speciale, qual è il tuo? Preferisci uno spazio all’aperto o magari una sala cinema o dedicata ai videogiochi? “A me piace ogni stanza della mia casa, anche la cucina… (ride, ndr). Dipende dai momenti della giornata”.
Se dovessi descrivere lo stile di casa tua, quale sceglieresti? Sei più un tipo da minimalismo moderno o preferisci uno stile più tradizionale da “focolare domestico”? “A me piace uno stile semplice, non eccessivamente tradizionale, ma nemmeno troppo moderno. Sono per un gusto sobrio e funzionale. In linea con i tempi che viviamo”.
Vivi la Capitale ormai da diversi anni. C’è un quartiere o una zona di Roma che ti ha colpito particolarmente, dove ti senti davvero “a casa”? “Beh, oltre al quartiere dove vivo anche insieme ad altri compagni, che ormai sono fratelli, diciamo che mi piace girare molto per il centro e scoprire ogni volta qualcosa di diverso”.
Hai cambiato diverse città nella tua carriera. Qual è l’oggetto che non può mai mancare durante i traslochi e che “fa subito casa” ovunque tu vada? “Penso ad un bel tappeto per il salone, che è la stanza della casa che vivi di più con tutta la famiglia. Inevitabilmente. Non solo fa casa, ma anche caldo nelle stagioni più fredde”.
Sei uno dei capitani della squadra. Chi è il “vicino di casa” ideale tra i tuoi compagni? E chi, invece, farebbe troppo chiasso? “Penso che Bryan e Lorenzo (Cristante e Pellegrini, ndr) possano essere i vicini ideali per qualsiasi persona. Sono persone perbene, oltre che legatissimi alla Roma. Chi farebbe chiasso? Ci sto già io, basto e avanzo (ride, ndr)”.
Come è cambiato il tuo modo di vivere la casa da quando sei diventato papà? “Diciamo che quando i bambini sono piccoli qualsiasi cosa può diventare un potenziale pericolo. Anche un piatto, che casca, si rompe e rischia di farti male. Ritengo che la comodità della casa possa aiutare a far sentire il più possibile a proprio agio i bambini”.
Guardi all’immobiliare come una opportunità o preferisci rimandare possibili investimenti a quando avrai smesso di giocare? “Non escludo di fare investimenti immobiliari. Il mattone è sempre una garanzia in questo senso. Vedremo”.
FONTE: idealista.it











