Il centrocampista e talento giallorosso, Niccolò Pisilli, dal ritiro in Galles ha rilasciato un’intervista:
Innanzitutto come stai? “Sempre meglio. Sto lavorando per rientrare, tra una settimana dovrei recuperare”.
Come sta andando il ritiro? Ci sono differenze rispetto allo scorso anno? “Il mister è sempre lo stesso, ci fa lavorare molto e intensamente. Già dai primi giorni abbiamo fatto doppie sedute, abbiamo dormito spesso a Trigoria perché il nostro obiettivo è arrivare il più pronti possibile per l’inizio del campionato e della Champions. Stiamo lavorando veramente molto duramente”.
La scorsa stagione è stata formativa per te. Nel primo periodo hai giocato poco, poi molto di più e sono state formative ambedue le parti della stagione. Pensi che possa essere la stagione della consacrazione? “Lo spero. Il mio obiettivo come ho sempre detto è cercare di lavorare e migliorarmi ogni giorno perché l’anno scorso avevo questo in testa sia nel momento che giocavo di meno sia quando ho iniziato a giocare di più. L’importante per me è sempre lavorare durante la settimana per migliorarmi come giocatore perché sono un ragazzo di 21 anni e ho tutta una carriera davanti e quindi è questo il momento di lavorare, di cercare di migliorarmi e imparare più cose possibili che mi serviranno per diventare un giocatore sempre più completo e maturo”,
Lo scorso anno hai giocato da mediano e da collante con l’attacco. Se dovessi essere tu l’allenatore di Pisilli dove sceglieresti di giocare? “L’importante sono le idee, non è mai il modulo o il ruolo specifico. L’importante è che gioco e che lo faccio nella migliore maniera possibile, perché come dicevo sembra che può cambiare molto ma in campo ci sono dei concetti e delle idee degli allenatori che fanno la differenza. Puoi giocare 10 metri avanti ma essere più libero di spingere, come puoi partire un po’ più dietro e attaccare spesso la porta. Alla fine ciò che conta sono le idee e trovare i giusti equilibri”.
A gennaio e anche in questa sessione di mercato sono arrivati dei rumors di mercato. Tu hai saputo qualcosa tramite il tuo procuratore o non ti hanno fatto sapere niente anche se ci sono stati degli abboccamenti… “Il mio procuratore lavora per me e ha gestito tutto in maniera perfetta. Non mi ha mai messo pressioni o detto cosa fare, mi ha sempre lasciato molto libero sulle scelte da fare. Poi, ovviamente, ci si confronta sulle scelte da fare perché sono arrivato a gennaio che avevo giocato abbastanza poco in un momento in cui sembrava che non mi riuscissi a ritagliare il mio spazio, quindi la direzione più giusta sembrava quella di separarmi poi alla fine le cose sono andate bene, sia per me sia per la squadra e io sono il ragazzo più contento del mondo”.
E in questa sessione invece non ti è arrivato nulla? Mai stato concretamente vicino a lasciare la Roma? “Che io sappia non è arrivato nulla. Non ho mai avuto in testa altre cose che non siano la Roma. Non ho mai avuto questo pensiero”.
Giocherai per la prima volta in Champions League. Che emozione è? “Bellissimo. Perché quando vedi le partite della Champions da bambino dici che è il massimo a cui si può arrivare insieme al Mondiale. Giocare la Champions e in più giocarla con la maglia che hai sempre tifato da quando sei bambino è un sogno. Se lo avessi detto a Niccolò che vedeva le partite della Roma in Champions non ci avrebbe mai creduto”.
La romanità e il senso d’appartenenza per te è un fattore in più o può essere anche un freno… “Penso che una volta che indossi questa maglia le responsabilità le senti a prescindere se sei di Roma o meno, perché entri dentro l’Olimpico e vedi 70mila persone che vengono e tifano per te, quella è già una responsabilità al di là se sei cresciuto o vieni dall’Olanda per esempio. Hai sempre la responsabilità per le persone che comprano il biglietto e spendono tutto il loro tempo per l’amore verso la Roma. Secondo me non è una cosa che frena essere di Roma o tifare la Roma da quando si è piccoli perché per come la vedo io ti spinge solo a dare qualcosa in più. Ci sono gli esempi in tutta la squadra, anche se non sei di qui dai il 200% per questa maglia perché ti ci portano i tifosi, l’ambiente e da professionista devi fare questo”.
Come gruppo state aspettando il rinnovo di Pellegrini per l’inizio della stagione? “Certo, Lorenzo è un giocatore molto forte, lo sappiamo tutti, speriamo che rinnovi e lo aspettiamo a braccia aperte. Se mi chiedi come stanno le cose io non lo so e non l’ho sentito. In queste situazioni non voglio chiedere, sono cose abbastanza personali, poi se Lorenzo torna da noi sono il ragazzo più contento del mondo perché lui è un bravissimo ragazzo e un giocatore fortissimo”, ha detto a La Roma 24.
Per quanto riguarda il nuovo corso della Nazionale cosa ti aspetti? “La Nazionale spero che torni al livello al quale è sempre stata. Anche recentemente ha raggiunto un ottimo livello proprio con Mancini con cui abbiamo vinto un Europeo e spero che torni su quel livello e che si possa riqualificare a un Mondiale perché l’obiettivo principale penso sia questo anche se c’è un Europeo prima da giocare e ancor prima da qualificarsi”.
Alla fine di questa stagione Niccolò Pisilli sarà contento se…? “Se sono migliorato come giocatore, se la squadra ha fatto un bel campionato e un bel percorso in Champions”.
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