«Titolari e riserve ormai non contano più, si gioca in 16». Parole di Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Atalanta. Dichiarazioni quasi profetiche, visto che poi a ribaltare la partita contro la sua ex Dea, mantenendo la Roma in vetta e a punteggio pieno, ci hanno pensato proprio i cambi dalla panchina e le scelte del tecnico, che potevano anche sembrare frettolose. Al 21′ della ripresa, infatti, Gasperini aveva già esaurito tutte e cinque le sostituzioni, avendo inserito nell’ordine: Molina, Soulé, Castro, Ghilardi e Balerdi. L’Atalanta, infatti, si era trovata incredibilmente in vantaggio all’inizio del secondo tempo, dopo una prima frazione trascorsa per lo più nella sua trequarti di campo, riuscendo a difendersi dagli attacchi di Malen e compagni. Dopo il gol di Ederson, però, la gara era girata, vuoi per un fattore mentale, vuoi, a proposito di scelte dalla panchina, per la presenza di Krstovic al posto di Scamacca. La Roma alla ricerca del pari era sbilanciata, con Ndicka e Mancini in difficoltà. E allora fuori i senatori, dentro il giovane braccetto e l’ex capitano del Marsiglia, all’esordio. Anche se, oltre ai meriti di Gasperini, c’è da evidenziare anche il livello delle alternative. Dell’ex Marsiglia abbiamo detto, così come di Ghilardi, arrivato l’anno scorso come giovane promessa dal Verona e sempre più integrato. C’è poi Molina, nazionale argentino, che neanche due mesi fa giocava e, purtroppo per lui, perdeva una finale mondiale.
E davanti la freschezza, abbinata alla qualità, di Castro e Soulé. Una rimonta che a molti ha ricordato quella di Parma, nel maggio scorso, gara in grado di riaccendere la rincorsa alla Champions League della Roma. Proprio dal tabellino di quella partita, però, si evince la reale differenza tra la Roma che era e la Roma che è. Gasperini fece entrare, nel finale di quella partita, Venturino come unico cambio offensivo, lasciando in panchina Robinio Vaz, l’altro attaccante a disposizione. Con tutto il rispetto per due buoni prospetti, poter pescare dal mazzo gente come Castro, Soulé e, a breve, anche Pellegrini può fare la differenza. Qualità al potere, allora, aspettando magari che a gennaio possa accrescere anche la quantità.
FONTE: Il Corriere della Sera











