Quando la Roma a metĂ gennaio prende con la formula del prestito oneroso Donyell Malen dall’Aston Villa, è quinta con 39 punti, alla pari della Juve. L’olandese si presenta con un gol al Torino e i giallorossi si isolano al quarto posto. Tre mesi dopo, la Roma occupa il sesto posto, l’iscrizione alla coppa piĂą danarosa è in bilico, ma il pensiero generale è unanime: dove sarebbe senza Malen? Il prestito oneroso è costato due milioni, con diritto di riscatto fissato a 25. Diventa obbligo al verificarsi di due condizioni: che la Roma si qualifichi in Champions o Europa League e che l’attaccante disputi almeno la metĂ delle gare. La seconda clausola si è giĂ verificata, l’olandese è sempre stato titolare finora. Malen ha impedito un tracollo piĂą doloroso a Gasp, la Roma in questi tre mesi è sprofondata nella fase difensiva, ha ingrossato la sequenza di infortuni, è vittima di se stessa con i litigi all’interno, tra dirigenza e allenatore. Poi però arriva Malen, come nel caso della tripletta venerdì scorso al Pisa, e fa tornare il sorriso ai tifosi, li distoglie dai botta e risposta velenosi. L’obiettivo era Giacomo Raspadori, che però «non ha voluto parlare con noi», come disse Claudio Ranieri.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











