Se il calcio di Gian Piero Gasperini fosse una macchina da corsa, Marten de Roon ne sarebbe il motore inesauribile. Se fosse uno spartito musicale, il metronomo. Quando all’ultimo giorno di mercato il 35enne olandese si è trasferito a Roma dopo nove stagioni vissute insieme all’Atalanta, nessuno nella Capitale si è stupito più di tanto. Perché dopo mille battaglie condivise il centrocampista è sempre stato è resterà il “portavoce” più fedele in campo del tecnico di Grugliasco. E approfittando della sosta il jolly di centrocampo sta ritrovando ora le frequenze giuste, destinato com’è a ritagliarsi un ruolo importante in giallorosso attingendo a piene mani al suo passato tra campionato e Champions, ampiamente frequentata ai tempi di Bergamo.
Per Gasp De Roon è un valore aggiunto a centrocampo. Un giocatore integro, innanzitutto. «Altro che scarpa vecchia», per dirla con il tecnico. Un mediano che potrà alternarsi di ottobre (sette gare in diciotto giorni) preferibilmente con Bryan Cristante sul centro-sinistra, in un reparto che si completa sul centro-destra con Manu Koné e Niccolò Pisilli, e la sua presenza all’insegna dell’esperienza sarà una garanzia per l’allenatore nelle sfide più incerte e difficili. Con lui Gasperini ha stretto un patto di fedeltà molti anni prima di quello siglato a Roma con la vecchia guardia formata da Lorenzo Pellegrini (30 anni), Gianluca Mancini (30), Bryan Cristante (31), Mario Hermoso (31) e Paulo Dybala (32), tutti senatori ed esempi per i più giovani che hanno accettato riduzioni dello stipendio pur di restare e che vogliono puntare in alto con la maglia giallorossa.
L’olandese è arrivato senza aver giocato un minuto con l’Atalanta di Maurizio Sarri (proprio perché non rientrava nei programmi). Ed è anche questo il motivo per cui Gasp lo ha usato finora col contagocce, senza rischiarlo, benché l’olandese abbia già avuto un bell’impatto nel match in trasferta contro il Torino. Ora la sosta sarà benefica per lui: giorni preziosi per entrare nell’anima di questa Roma e cominciare a far vedere pure ai tifosi giallorossi quale è la cifra del suo gioco.
Fatto di corsa incessante (11 km percorsi in media a partita), duelli vinti, ripartenze avviate e pure qualche gol al culmine di non casuali incursioni in area. Proprio il suo ingresso a Torino ha convinto anche quei tifosi scettici sul suo conto, sul suo attaccamento a questa maglia dopo le ruggini e le polemiche di tre anni fa per un post social irridente dell’olandese, in quell’occasione in veste di tifoso del Feyenoord avversario in passato della Roma in Europa (pubblicazione di cui de Roon si è comunque già scusato arrivando nella Capitale).
Così ora comincia un nuovo romanzo in giallorosso che Marten vuole scrivere con tutta la passione possibile. E del resto gli sono bastati pochi giorni per farsi apprezzare dai compagni (conoscendo perfettamente gli equilibri dello spogliatoio) e dai più giovani che in lui vedono indubbiamente un punto di riferimento. Il legame forte con Malen, compagno in nazionale, e la conoscenza fin dai tempi dell’Atalanta di Cristante e Mancini ne hanno inevitabilmente facilitato l’inserimento. Chi lo vede allenarsi e condividere le giornate a Trigoria racconta che la presenza di Marten è come quella di uno che è a Roma da una vita.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











