La domenica perfetta di Gasperini e quella della rassegnazione per Sarri. La Roma vince il derby con una doppietta di Mancini e, oltre al dominio cittadino, si riprende il quarto posto che vale un posto in Champions superando la Juve sconfitta a Firenze. Una giornata da incorniciare per i tifosi giallorossi, gli unici presenti in un Olimpico che ha regalato una scenografia da brividi mentre nel settore Nord si sono palesati poco più di 1000 sostenitori biancocelesti. La Lazio ha comunque mostrato di non voler fare da vittima sacrificale e nella prima mezz’ora ha creato i pericoli maggiori andando vicina al gol prima con Gila (palla di poco fuori) poi con Noslin che non ha inquadrato la porta.
In mezzo il miracolo dell’esordiente Furlanetto sulla deviazione maldestra di Nuno Tavares. A spezzare l’equilibrio, però, è stata la Roma grazie a una capocciata perfetta di Mancini su corner di Pisilli. Nella ripresa la Roma ha preso il dominio del campo grazie a una prova sontuosa di Dybala. L’argentino ha primo servito Malen che di mezza rovesciata ha impegnato Furlanetto. Poi con una punizione a giro è stato lui a trovare i guanti del 24enne portiere laziale.
Sull’azione d’angolo, infine, la Joya ha disegnato una parabola perfetta. Per chi? Ancora Mancini che di testa ha gonfiato la rete facendo esplodere l’Olimpico. Orfana dei suoi tifosi la Lazio si è spenta se si fa eccezione per la rissa innescata da Rovella che ha portato al rosso per il centrocampista laziale e per Wesley. Nel finale la Roma è andata vicina al tris col palo di Dovbyk e con i tentativi di Soulé ed El Shaarawy alla sua ultima partita all’Olimpico.
Al triplice fischio il Faraone è stato portato in trionfo sotto la curva mentre Gasp si è lasciato andare ballando e cantando in un Olimpico che lo acclamava. «Aver conquistato questa sintonia con i tifosi vale più di uno scudetto – ha detto il tecnico -. Ora il destino dipende solo da noi, ci manca un’ultima tappa prima di un traguardo fantastico. Lazio più stanca? Basta con questi alibi, chi gioca le coppe sa che deve giocare ogni tre giorni». Sarri non replica ma lancia chiari messaggi a Lotito: «Da allenatore chiaramente uno dovrebbe avere più voce in capitolo. Quest’anno sono stato ascoltato zero, vediamo che succederà ma nessuno mi ha chiamato. Derby? Per 60 minuti meritavamo noi, ingenui sui gol»
FONTE: Leggo – F. Balzani











