Se non fosse stato per il maglioncino a collo alto (in Argentina è inverno) e l’immagine un po’ sgranata, l’appello di Dybala a Espn – «Futuro? Può accadere di tutto» – sarebbe stato molto simile a quello lanciato dallo stesso Paulo al termine di Parma-Roma. Riavvolgiamo il nastro. Il campione argentino il 10 maggio, alla fine della clamorosa rimonta che lancia i giallorossi in Champions, si presenta davanti alle telecamere e sgancia la bomba: «Il futuro? Vorrei saperlo anche io, ma la società non mi ha mai contattato». Apriti cielo. Gasperini si muove in prima persona, contatta i Friedkin che a loro volta incaricano l’agente Pietro Scala di intercedere per loro. Finisce il campionato e il solito Gasp esce allo scoperto: «Credo che resti, io più che metterli in contatto…».
Premessa d’obbligo: Dybala non parla mai a caso. Quando però lo fa è chirurgico. significa che c’è qualcosa che non gli va a genio. E anche stavolta è cosi. L’argentino ha inviato ormai otto giorni una controproposta alla Roma che non diverge tanto sulla base economica che glie stata proposta (tra i 2,5 e i 3 milioni) quanto sui bonus (su tutti quello sulle presenze: il club li vorrebbe legati ad almeno 45 minuti mentre il calciatore sciolti da qualsiasi vincolo sul minutaggio), sulla durata contrattuale (1+1), sul coinvolgimento della sua immagine nel centenario contemplando anche la possibilità di chiudere la carriera a Roma. Serve una risposta.
Che il club, dopo aver veicolato il tutto a Ryan Friedkin, è ancora in attesa di ricevere dalla proprietà per poi girarla all’entourage dell’argentino. Sensazioni? L’intesa – soprattutto ora che D’Amico sta iniziando a muovere i primi passi in giallorosso, aspettando di poter poi operare liberamente dal 1 luglio, arriverà entro la fine del mese e sarà positiva: Dybala resterà alla Roma. Ma il fatto di essere considerato uno dei tanti, come se il rinnovo fosse una concessione del club e non richiesto a gran voce dall’allenatore, non è piaciuto alla Joya.
FONTE: Il Messaggero











