Avanti con Gasp. È questo l’imperativo che Dan Friedkin ha comunicato nelle ultime ore ai suoi uomini di fiducia, dentro e fuori Trigoria, dopo giorni di burrasca. Il patron ha finalmente dettato la linea spazzando via ogni dubbio relativo al futuro del tecnico. Le frizioni interne, divampate come un fuoco dopo l’affondo di Ranieri, non hanno fatto cambiare idea alla proprietà: questo progetto non può andare in fumo, non così. La rivoluzione prevista a giugno non toccherà soltanto la squadra. Grandi cambiamenti avverranno pure all’interno della società e, non a caso, sono in corso delle valutazioni sul ds Massara, con cui il tecnico non è mai andato davvero d’accordo. Nella Roma non c’è un amministratore delegato (…), non esiste un direttore generale e neppure un uomo che coordini l’area tecnica e sportiva. Il silenzioso Dan sembra aver capito che quella catena di comando così corta ed esile finisce per spezzarsi più facilmente, creando pericolosi e ricorrenti vuoti di potere, oltre che fronde, correnti di pensiero e compartimenti stagni. Servirebbe anche un manager con poteri decisionali per tutte le questioni extracampo e istituzionali. In Lega la Roma è rappresentata dal suo Chief Football Operating Officer, Maurizio Lombardo, una sorta di segretario generale. La mancanza di filtri, di figure con competenze specifiche e spesso anche di deleghe chiare può aver creato il terreno fertile per i terremoti recenti.
FONTE: Il Corriere dello Sport











