Quando Carlos Cuesta nasceva, il 29 luglio 1995, Gian Piero Gasperini allenava già, seppur a livello giovanile. Aveva appena iniziato la trafila nel vivaio della Juventus, che l’avrebbe portato alla Primavera e poi al calcio professionistico, fino a raggiungere i vertici europei. Domani, al Tardini, il tecnico giallorosso si gioca una fettina della prossima Europa contro un collega che ha 37 anni meno di lui: è la sfida tra il tecnico più esperto della Serie A (…) e il più giovane (…). Una sfida tra mondi opposti, ma pur sempre con qualche elemento comune: come il pressing alto per andare a riconquistare il pallone, o l’importanza degli esterni. Uno, Gasp, gioca rigorosamente con la difesa a 3; l’altro, Cuesta, è partito con un 3-4-2-1 decisamente gasperiniano, poi è passato al 3-5-2, ma in qualche circostanza quest’anno ha schierato la squadra anche con un 4-3-3 che diventava 4-5-1 in fase di non possesso. Ad accomunarli anche i trascorsi nel settore giovanile juventino: tra il 2018 e il 2020, Cuesta è stato infatti il vice di Francesco Pedone sulla panchina dell’Under 17 bianconera. Prima della sfida d’andata (vinta 2-1 dalla Roma il 29 ottobre scorso), Cuesta ha avuto parole al miele nei confronti del collega: «Gasperini è un punto di riferimento per ciò che ha fatto e per ciò che ha ispirato. Io voglio imparare da tutti e lui è senza dubbio un grande modello».
Al netto dell’influenza del collega romanista, lo spagnolo si è adattato al calcio italiano: il suo Parma ha il secondo peggior attacco dopo Lecce e Pisa (…), ma anche la migliore difesa tra le seconde dieci della classifica (…). Ciò nonostante, la salvezza aritmetica è arrivata con largo anticipo, perché il tecnico spagnolo ha dimostrato di aver assimilato un certo pragmatismo. Del resto, dal 2020 al 2025 è stato il secondo di Mikel Arteta all’Arsenal, attualmente in vetta alla Premier League e in finale di Champions. E proprio alla Champions risale il primo incrocio con Gasperini: il 18 settembre 2024, nella prima giornata della league phase del torneo, la Dea e i Gunners pareggiarono 0-0 a Bergamo, in una gara decisa da un rigore sbagliato da Retegui. Ora si ritrovano di fronte al Tardini, in una gara che significa tantissimo per la Roma, mentre per i gialloblù rappresenta la possibilità di attaccare l’undicesimo posto, attualmente occupato dall’Udinese. Obiettivi diversi, tecnici diversi: la speranza è che il più esperto tra i due riesca ad avere la meglio.
FONTE: Il Romanista – L. Latini











