Mentre la Lazio per il Flaminio muove i suoi primi passi all’interno della lenta macchina burocratica della legge sugli stadi, la Roma accelera per chiuderne definitivamente l’iter e poter mettere presto in moto ruspe ed escavatori. Va esattamente in questa direzione l’approvazione di ieri, da parte della giunta capitolina, di uno schema di convenzione tra il commissario straordinario del Governo per gli stadi di Euro 2032, Massimo Sessa, la Regione Lazio e lo stesso Campidoglio. Un documento pensato per comprimere al massimo il tempi di convocazione della conferenza dei servizi decisoria che, una volta superata, permetterà entro qualche mese l’avvio dei lavori del nuovo stadio della Roma sulla collinetta di Pietralata. Il progetto è ormai in dirittura di arrivo ma c’è un problema: per poter sfruttare durante la fase dei lavori i vantaggi dovuti dalla presenza del commissario Sessa, il nuovo impianto della Roma dovrà essere inserito, (…), nella lista degli stadi destinati ad ospitare le partite degli Europei di calcio del 2032.
Ma l’Uefa pretende che questo elenco sia pronto entro il 31 luglio e la conferenza dei servizi decisoria di solito dura 90 giorni, più una possibile proroga di 30. Per riuscire a centrare l’obiettivo bisogna quindi partire subito e sperare che la presenza del commissario faccia sentire il suo peso già durante la conferenza dei servizi, dimezzando i tempi di approvazione. Oppure, in alternativa, chiedere che l’Uefa sposti la deadline entro la quale l’Italia dovrà presentare la lista dei suoi stadi dal 31 luglio al 31 ottobre. Quest’ultima è una decisione che potranno prendere solo i responsabili del calcio europeo. Per questo in Campidoglio si predilige la prima opzione. La convenzione appena approvata disciplina le modalità di collaborazione operativa tra gli enti coinvolti, con l’obiettivo di assicurare tempi certi e consentire a Sessa di convocare a breve la conferenza dei servizi. L’obiettivo è aprire il tavolo entro la prima settimana di giugno e poi di approvare tutto entro 45 giorni. Sarà molto difficile ma la corsa è partita. (…).
Il Campidoglio, in particolare, metterà a disposizione del commissario straordinario le proprie strutture competenti, tra cui il dipartimento Urbanistica, quello dei Lavori Pubblici, la direzione generale e l’Avvocatura capitolina. «Questa delibera – ha commentato l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia – è un ulteriore passo avanti per la realizzazione dello stadio di Pietralata. L’ennesima dimostrazione che l’Amministrazione sta lavorando costantemente e con convinzione a questo progetto. Sono certo che il lavoro sinergico tra il commissario Sessa, Roma Capitale e Regione Lazio garantirà il prosieguo dell’iter amministrativo». Una volta chiusa la conferenza dei servizi e firmata la convenzione tra il Comune e la società guidata dai Friedkin l’obiettivo è quello di aprire i cantieri già nei primi mesi del 2027 e di far giocare la Roma nel suo nuovo stadio tra il 2030 e il 2031.
FONTE: La Repubblica











