L’uomo dei sogni nel teatro dei sogni. Perché quando ti avvicini a Old Trafford, quel cielo un po’ così e quel freddo che ti ricorda a quale serata stai andando incontro, il pensiero che Donny Malen possa decidere di segnare una volta di più il suo 2026 e il 2026 dellla Roma riesce comunque a colorare la giornata. Lui che voleva giocare da cen-travanti e invece da queste parti — Birmingham in fondo dista un’ora e mezza — mettevano all’ala destra, che spreco senza fondo. Malen che può vendicare Totti e Dzeko, pensa che storia. Malen contro i ricordi del 7-1 e del 6-2, degli incubi al posto dei sogni, delle prese in giro. Un’occhiata attenta stasera la darà pure Valerio Mastandrea, che la mattina dopo quel ma-ledetto 7-1 del 10 aprile 2oo7 prese carta e penna e scrisse una poesia che è un manifesto, «l’antiromanismo spiegato a mio figlio».
Malen stasera è per tutti: per quel figlio, per tutti i papà, per Gasperini, per i 3 mila tifosi giallorossi arrivati a Manchester, per chi da quelle disfatte aspetta una rivincita. E peri compagni, per il nucleo storico che queste notti, certe notti per dirla alla Ligabue, le attendeva da una vita e ha faticato fino ad arrampicarsi al terzo posto in campionato, nel torneo scorso, per tornare ad assaporarle. Malen per gli altri. Malen per se stesso. Che di fatto in questo stadio è un mezzo esordiente: giusto una presenza, presenza poi per modo di dire, sei minuti nel maggio 2025 —da ala destra, appunto — e sconfitta alla fine. C’è da cambiare il bilancio. C’è da scrivere un’altra storia e spingere la Roma verso i playoff: con una vittoria stasera, il più sarebbe fatto. «Bobby» Donyell è pronto.
Nell’anno solare 2026, quello di fatto praticamente passato tutto alla Roma, Malen ha segnato 22 reti in campionato: nessuno nei 5 top campionati d’Europa ha tenuto il suo passato, sabato con la rete a Udine ha pure firmato il sorpasso sul Pallone d’oro, un certo Harry Kane. Con Malen tutto si può. Uno così, dall’altra parte non ce l’hanno.
FONTE: Il Corriere della Sera











