Inutile immaginarlo altrove. A Londra, Manchester, in Arabia o a Madrid. Le voci di mercato non sono più in calendario. Appartengono al passato. Le case di Manu Koné sono solo due: l’Olimpico e il Colosseo. E il francese, sempre più centrale nei progetti della Roma, vuole abitarci a lungo e, se possibile, organizzarci dentro nuove feste. Come quelle esaltanti di ieri sera: due gol nel primo tempo contro l’Inter, come erano stati capaci di fare in passato solo Totti (2013), Balbo (1995), Graziani (1986) e Pruzzo (1980). Perché la prima doppietta in carriera è un’impresa da ricordare e firmarla al cospetto proprio dei nerazzurri, che sul me-diano avevano messo gli occhi fin dall’estate del 2025, non fa che accentuare il valore della prodezza.
E proprio verso il popolo giallorosso in tribuna Koné ha rivolto ieri il suo sguardo acceso dopo il primo e il secondo gol. Forse non è un caso che il centrocampista abbia realizzato cinque dei suoi sei gol totali in giallorosso proprio all’ Olimpico, davanti alla sua gente, che ogni volta lo accoglie con ovazioni e lo accompagna con un tifo incessante durante le sue ripartenze prepotenti o quando imbecca i compagni con passaggi precisi (e ieri ne ha forniti ben 34). Un legame forte che si rinnova ogni volta che il francese scende in campo.
Ed ecco spiegato anche il motivo per cui proprio tutte le voci che lo hanno riguardato fi-no all’ultimo giorno di mercato (Chelsea..,) avevano creato malumore e ansia tra i tifosi, preoccupati dalla prospettiva di una ripresa del campionato dopo le prime due giornate senza il loro gladiatore. E invece il muro alzato da Gasp per il centrocampista ha escluso clamorosi colpi di scena. Ieri il centrocampista si è preso la copertina con due gol, ma l’allenatore può portarlo col suo gioco in doppia cifra tra campionato, Champions e Coppa Italia facendone un centrocampista totale: così, sotto il cielo di Trigoria e non altrove, sta nascendo il Koné del futuro
FONTE: La Gazzetta dello Sport











