Il gigante addormentato – l’immagine che Ryan Friedkin scelse, acquistando la Roma, per descrivere il potenziale inespresso di questo club – s’è appena risvegliato da un lungo e profondo sonno. Adesso è cominciata la fase due del piano di scuotimento. In poche parole: passare da una dieta economica ferrea, che non faccia sconti alle ambizioni ma che anzi le assecondi in una nuova prospettiva di sostenibilità. La qualificazione in Champions League dopo cinque tentativi falliti non ha stordito la ricca proprietà americana, né ha distolto la sua attenzione dai conti. I proprietari vogliono infatti una Roma che esca da una logica di emergenza e che cammini con le proprie gambe, mettendosi in pari con l’Uefa e innalzando il tetto dei ricavi al punto da generare ricchezza da sé senza il costante bisogno di supporto economico. Il primo passo, studiato nei dettagli insieme all’uomo dei conti Jason Morrow, riguarda il taglio del monte ingaggi. La Roma è ancora oltre la soglia stabilita come accettabile dalla proprietà e ha concluso la stagione sopra i 140 milioni lordi di stipendi per la rosa. Questa cifra è già calata rispetto ai 151,5 del 2020-21 e ai 157 del 2023-24, ma non è ancora sotto l’asticella dei cento (94,7) come nel 2011-12, cioè prima dell’arrivo della cordata Di Benedetto-Pallotta.
Questo è il punto di caduta che i Friedkin vogliono raggiungere. La proprietà non smetterà di investire, anzi lo farà con sempre maggiore convinzione, però sforbicerà qua e là i costi ritenuti superflui. Anche per questa ragione, nonostante la convinzione che qualche rinforzo d’esperienza servirà per la Champions, il focus resta sui giovani da valorizzare: gli under 24, pur di assoluto talento, dopotutto non chiedono cifre astronomiche per legarsi al progetto giallorosso. Nel 2018-19, l’anno dell’ultima Champions disputata, la rosa aveva un costo vivo di 166 milioni di euro. Dal suo arrivo, Friedkin ha tentato di limare e ci è pure riuscito. Oggi ha fissato anche un nuovo massimale per gli stipendi: 4,5 milioni netti annui è il confine che nessuno potrà superare. Pellegrini dovrebbe scendere da 6 milioni netti a 3, Dybala avrebbe una decurtazione del 65% da 8 a circa 2,8, i 3,5 netti percepiti da El Shaarawy fino al 30 giugno sono stati già depennati e Celik, Mancini e Cristante firmeranno prolungamenti tutto sommato in linea (al massimo con un leggero incremento) con le cifre attualmente percepite.
FONTE: Il Corriere dello Sport











